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Libor, scontro fra Londra e Usa

Scontro in vista tra Gran Bretagna e Stati Uniti sul futuro del Libor: le autorità dei due Paesi hanno idee diverse sulla riforma del tasso interbancario, che ha perso credibilità in seguito allo scandalo emerso lo scorso anno sulle manipolazioni effettuate per anni dai trader di diverse grandi banche. Ubs, Royal Bank of Scotland e Barclays hanno già pagato multe di 2,5 miliardi di dollari per il loro ruolo nel pilotare il Libor a loro vantaggio, mentre l’indagine continua sul coinvolgimento di circa dodici altre banche.
Secondo Martin Wheatley, leader della Financial Conduct Authority, il «guardiano» dei mercati britannici, la soluzione migliore è attivare un sistema a doppia corsia. Il Libor tradizionale, basato su un sondaggio di opinione tra le banche partecipanti, dovrebbe continuare in parallelo a un tasso basato invece sulle transazioni reali.
Opinione soggettiva e dati oggettivi, secondo Wheatley, dovrebbero coesistere almeno in una fase transitoria fino a una vera e propria riforma del sistema. Il sistema a doppia pista potrebbe partire già nel 2014 e darebbe una garanzia di continuità al mercato, senza l’effetto destabilizzante di una improvvisa e radicale riforma. Circa 350mila miliardi di dollari di contratti esistenti si basano sul Libor.
La proposta di Wheatley è in netto contrasto con le intenzioni delle autorità Usa, che si sono schierate a favore di una transizione nei tempi più rapidi possibile a un sistema puramente «oggettivo», basato su transazioni effettuate. Gary Gensler, presidente della Us Commodity Futures Trading Commission, ha dichiarato che tassi di riferimento come Libor e Euribor sono «insostenibili sul lungo termine» e devono essere «prontamente» sostituiti da tassi basati su dati reali.
Secondo Whatley inoltre in ultima istanza non spetta alle autorità ma a chi utilizza il tasso tutti i giorni decidere se il Libor va del tutto eliminato o meno. Gensler è invece di diverso avviso e ha dichiarato che «quando un tasso diventa obsoleto, è necessario sospenderlo».
Gensler e Wheatley sono alla guida di un comitato di esperti istituito dalla International Organization of Securities Commissions (Iosco) per studiare il modo migliore per rafforzare il sistema globale dei tassi di riferimento. In un rapporto pubblicato il mese scorso il comitato, che rappresenta oltre cento Paesi, si è espresso a favore di un sistema basato su dati reali come l’unico modo per ridare credibilità al sistema. Gli indici dovrebbero essere «ancorati da transazioni visibili effettuate tra acquirenti e venditori sul mercato».
Le banche coinvolte dovrebbero anche impegnarsi a rispettare un codice di condotta etico come ulteriore garanzia della trasparenza del sistema. In luglio invece il Financial Stability Board pubblicherà le sue proposte sulla riforma dei tassi interbancari. Nel frattempo Wheatley e Gensler, che sono in perfetta intesa sull’obiettivo finale – restituire credibilità al sistema e stabilire un sistema efficace, funzionante e trasparente – dovranno trovare un accordo su come raggiungerlo.

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