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Libor, le proposte degli operatori italiani per riformare i tassi

Una piattaforma elettronica comune per rilevare automaticamente il volume effettivo delle transazioni e del tasso medio praticato; una semplificazione delle scadenze per concentrare gli scambi; l’adesione di altri soggetti al fianco delle banche come fondi e assicurazioni per apportare maggiore liquidità al mercato. Passa attraverso queste linee guida la proposta di Assiom Forex, l’associazione che riunisce 1400 operatori finanziari, per riformare il Libor e l’Euribor e che sarà presentata in settimana alla commissione europea.
Lo scandalo Libor
La consultazione pubblica avviata lo scorso 5 settembre da Bruxelles (scadrà il 15 novembre) servirà per individuare possibili nuove regole per la definizione e l’utilizzo degli indicatori nei contratti finanziari. Una mossa che segue l’estensione della disciplina sugli abusi di mercato alle manipolazioni degli indicatori di mercato come il Libor e l’Euribor, divenuta necessaria dopo l’esplosione dello scandalo che ha fatto emergere la discrezionalità nel calcolo di un tasso che entra nei contratti dei mutui e dei prodotti finanziari di tutto il mondo. In Italia la procura di Trani ha aperto un’inchiesta, al momento alle prime battute. In Europa, Barclays è stata la prima banca ad ammettere le proprie responsabilità e a pagare una multa di 290 milioni di sterline alle autorità americane e britanniche. «Abbiamo voluto partecipare a questa consultazione in quanto l’importanza di un mercato interbancario efficiente a cui si legano i parametri del Libor e dell’Euribor va oltre la stessa industria bancaria – ha detto Giuseppe Attanà, presidente di Assiom Forex, tra i promotori della consultazione – si tratta di un volano indispensabile per la trasmissione della politica monetaria della banca centrale e un canale determinante per la crescita dell’economia reale». Il problema sta a cuore al presidente di Assiom Forex, il quale già nel 2008 in una mail inviata l’11 aprile al chief executive della British Bankers’ Association, Angela Knight, segnalò le anomalie delle quotazioni del Libor in dollari. La risposta arrivò il 25 aprile, con l’assicurazione che il problema era all’attenzione dell’associazione e che sarebbero stati presi tutti i provvedimenti per garantire l’integrità del tasso. Provvedimenti che sono rimasti sulla carta.
Un mercato poco trasparente
In frontiera ci sono gli operatori delle tesorerie che ogni giorno gestiscono la liquidità delle banche e partecipano al mercato interbancario, quello stesso che nei mesi caldi della crisi ha visto congelare gli scambi per il timore delle banche di rimanere invischiate in qualche fallimento. Da quella fase il mercato non si è più ripreso e ancora oggi gli scambi continuano ad essere rarefatti soprattutto dopo l’intervento della Bce che sostituendosi di fatto al mercato, ha fornito la liquidità necessaria attraverso i due programmi di Ltro.
Il contesto rischia di favorire la manipolazione e per evitarla «devono essere rimossi gli ostacoli che limitano una ripresa degli scambi interbancari. A cominciare dalle normative sull’assorbimento patrimoniale e sui ratio di liquidità: quando una banca presta fondi a un’altra, il requisito petrimoniale è assai rilevante e i ratio di liquidità peggiorano», commenta Attanà. Per questo motivo gli istituti di credito non hanno alcun interesse a prestare soldi ad altre banche. Diverso, invece, se si tratta di investitori istituzionali che possono prestare senza appesantimenti sui coefficiente di liquidità.
Al via le carte commerciali
La proposta dell’Assiom Forex è di arrivare a un mercato interbancario al quale partecipino banche di elevata patrimonializzazione, ma soprattutto per quanto riguarda la liquidità «proponiamo l’emissione di carta commerciale che abbia caratteristiche di stanziabilità e sia accettata dalla Bce nelle operazioni di rifinanziamento». Una strada che si spera convinca le banche a tornare a finanziarsi.

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