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Libor, le banche inglesi gettano la spugna

Tutto cambia per il Libor. La British Bankers’ Association (Bba), che da 26 anni ha la responsabilità di fissare il tasso interbancario, ha accettato di farsi da parte in seguito allo scandalo che minato la credibilità del tasso, travolto i vertici di Barclays e coinvolto molte altre banche.
L’annuncio è arrivato ieri, pochi giorni prima che Martin Wheatley, managing director della Financial Services Authority (Fsa), annunci una più rigida regolamentazione del sistema e una riforma del fixing che si prevede tolga il potere di supervisione del tasso alla Bba.
«La Bba intende cooperare con Wheatley e il suo team mentre completano la loro consultazione sul futuro del Libor – ha fatto sapere ieri l’associazione in un comunicato. – Se le raccomandazioni di Wheatley prevedono un cambiamento della responsabilità sul Libor, la Bba intende sostenerlo». La decisione di accettare l’inevitabile e rinunciare a un incarico prestigioso oltre che redditizio è stata approvata dalla maggioranza dei rappresentanti della Bba, un’organizzazione privata che rappresenta oltre 200 banche che operano in Gran Bretagna. Nel 1986 la Bba aveva lanciato il Libor (London Interbank Offered Rates), basato su un sondaggio tra banche sui costi previsti dei crediti interbancari. Quattro anni fa erano emersi i primi sospetti su possibili manipolazioni del tasso, che ormai era utilizzato per determinare transazioni finanziarie, mutui e prestiti per centinaia di miliardi di dollari a livello globale. Dopo lo scandalo scoppiato quest’estate, che ha rivelato come i trader di Barclays e altre banche abbiano manipolato il tasso per anni a proprio vantaggio, il Governo britannico aveva chiesto a Wheatley di studiare una riforma per ridare credibilità al Libor e riportare la fiducia nel settore. L’annuncio è previsto per venerdí e, secondo indiscrezioni, la proposta principale sará che il Libor sia fissato basandosi su transazioni reali e non sui tassi ai quali alcune banche ritengono di poter accedere a crediti sul mercato interbancario.
Barclays resta per ora l’unica banca ad avere ammesso le proprie responsabilità e pagato una multa di 290 milioni di sterline alle autorità. Nelle ultime settimane si sono intensificate le voci che Royal Bank of Scotland (Rbs) sará la seconda banca a pagare una maxi-multa. Rbs ha già licenziato diversi trader implicati nel fixing del Libor e, secondo voci, diversi dirigenti della banca avrebbero giocato un ruolo cruciale nelle manipolazioni del tasso interbancario non solo in sterline ma anche in yen, franchi svizzeri e dollari Usa. Ieri Stephen Hester, amministratore delegato di Rbs, ha ammesso che tra multe e risarcimenti il conto finale che la banca dovrà pagare per «gli errori del passato» é «impossibile da calcolare». Rbs è sotto duplice inchiesta in Gran Bretagna e negli Usa per il suo ruolo nella manipolazione del Libor e per presunte violazioni delle sanzioni contro l’Iran. Rbs già accantonato 1,3 miliardi di sterline per risarcire migliaia di clienti in Gran Bretagna ai quali la banca aveva venduto polizze assicurative inutili e ora si trova a dover pagare multe di un importo «imprevedibile» alle autoritá Usa e britanniche. «Dobbiamo affrontare i problemi del passato e tentare di evitare che si ripetano – ha affermato Hester a una conferenza bancaria a Londra. – Per farlo ci vorrà molto tempo e purtroppo molto denaro per i risarcimenti. Ci sono sempre sorprese dietro l’angolo».

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