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Libor, la Ue prepara le nuove regole sugli abusi di mercato

Dopo lo scandalo Barclays e le manipolazioni del Libor, è in arrivo «in tempi rapidi» un nuovo giro di vite dell’Ue per colpire gli abusi di mercato. Il commissario Ue al mercato interno Michel Barnier è pronto a «proporre al Collegio dei commissario un emendamento sulla manipolazione degli indici», in modo che questa sia «punibile direttamente», ha annunciato il suo portavoce Stefaan De Rynck. La Commissione Ue ha già presentato due proposte legislative in materia, e l’intenzione di Barnier è modificare quella sugli abusi di mercato.
Sul caso Libor ieri è scesa in campo anche Londra. Nessuna pressione, nessuna interferenza: «Assolutamente no». Con questa frase ripetuta più volte Paul Tucker, il vicegovernatore della Banca d’Inghilterra, ieri ha categoricamente escluso di avere mai consigliato a Barclays di abbassare il Libor o di avere mai avuto indicazioni in tal senso dal Tesoro.
Nella sua attesa deposizione alla Commissione parlamentare, Tucker ha esonerato non solo se stesso ma l’allora Governo laburista da qualsiasi tentativo di interferire nel meccanismo di fixing del tasso interbancario. Barclays la settimana scorsa ha ammesso le sue responsabilità nello scandalo e ha pagato una multa di 290 milioni di sterline, mentre il Ceo Bob Diamond è stato costretto a dare le dimissioni.
La settimana scorsa Barclays aveva diffuso un memorandum scritto da Diamond dopo una conversazione telefonica con Tucker nell’ottobre 2008, in piena crisi finanziaria, che lasciava intendere che il vicegovernatore gli avesse «consigliato» di abbassare il tasso interbancario e gli avesse anche riferito della preoccupazione di «persone molto in alto» a Whitehall.
Il memorandum di Diamond «dà l’impressione sbagliata», ha detto Tucker: «Io chiedevo semplicemente che lui e il vertice della banca seguissero da vicino le operazioni della divisione money markets per evitare che inviassero inavvertitamente segnali negativi al mercato». In quel periodo di grande tensione e incertezza, quindi, il timore della BoE e del Tesoro era che Barclays potesse dare l’impressione sbagliata sulla sua capacità di finanziarsi sul mercato aggravando la crisi.
Tucker ha sottolineato che voleva semplicemente esortare Diamond a tenere la situazione sotto controllo: «Non mi è passato neanche per l’anticamera del cervello che le mie parole potessero essere fraintese» ha detto. L’unica preoccupazione della BoE e del Tesoro era che il pacchetto di misure approvato dal Governo non funzionasse e che la decisione di permettere a Barclays di non accettare aiuti pubblici, al contrario di Rbs e Hbos/Lloyds, fosse quella giusta. «Il mondo ci stava crollando intorno –, ha ricordato Tucker – e c’era una certa ansietà».
Nessun ministro o sottosegretario peró ha mai interferito o fatto pressioni, ha ribadito, contrariamente a quanto affermato negli ultimi giorni dal cancelliere George Osborne, che ha accusato l’allora Governo laburista di essere coinvolto nel fixing del Libor. Ieri dopo la testimonianza di Tucker il cancelliere ombra Ed Balls ha detto che Osborne deve chiedere scusa per le sue accuse infondate.
Il vicegovernatore ha descritto il suo «profondo senso di shock» nello scoprire come il fixing del Libor fosse sistematicamente pilotato dai trader di Barclays. La Commissione Tesoro potrebbe ora richiamare Diamond per interrogarlo di nuovo, mentre oggi sará ascoltato Marcus Agius, presidente uscente di Barclays.

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