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Libor, faro sulla banca turca di UniCredit

Il sospetto di una manipolazione costante dei tassi interbancari grava anche sui principali istituti bancari della Turchia: le autorità Antitrust di Ankara intendono chiudere presto la loro inchiesta, che riguarda ben dodici banche, su presunte collusioni nella fissazione dei tassi di riferimento per i principali strumenti finanziari – dai prestiti alle commissioni per le carte di credito – avvenute tra il 2007 e il 2011.
Un’ipotesi di cartello, dunque, che non sarebbe riconducibile tanto all’attività di singoli trader ma inquadrabile primariamente in pratiche anti-competitive.
Nel mirino c’è anche Yapi & Kredi Bankasi As, istituto controllato all’84% da una joint venture paritaria tra UniCredit e il gruppo finanziario turco Koc Holding.
Ma il lungo elenco comprende anche il maggiore istituto di credito del Paese, Tyrkye Garanti Bankasi, e alcune controllate locali di gruppi esteri come la britannica Hsbc e l’olandese Ing; seguono Denizbank, Finansbank, Turk Ekonomi, Turkiye Halk, Turkiye Is, Turkiye Vakiflar e TC Ziraat.
Il quotidiano Sabah ha scritto che Yapi Kredi avrebbe riconosciuto l’esistenza di una proposta di una sorta di “gentlemen’s agreement” tra banche che non sarebbe però mai stato attuato in concreto. Ciò ha provocato una dura smentita da parte dell’istituto partecipato da Piazza Cordusio: «Yapi Kredi non ha mai partecipato a un cartello per la fissazione dei tassi né ha mai proposto alcun accordo per farlo».
Il Competition Board di Ankara può imporre sanzioni fino a un massimo del 10% dei ricavi annuali delle società. Secondo indiscrezioni, il fronte delle banche non è compatto e ci sarebbero ammissioni dell’esistenza di contatti sul piano informale a proposito dei tassi, che di per sè – secondo la tesi difensiva – non dovrebbero ricadere nella definizione di cartello.
Questa settimana il regulator ha raccolto i rilievi a discolpa delle società accusate e intenderebbe decidere forse già la prossima settimana per evitare che si diffondano preoccupazioni tra gli investitori in grado di deprimere il mercato.
Yapi Kredi ha annunciato a metà di questo mese di aver conseguito un utile netto di 512,5 milioni di lire turche nel quarto trimestre, che ha portato per l’intero 2012 a un profitto netto di 1,91 miliardi di lire, in lieve rialzo rispetto agli 1,86 miliardi del 2011. La banca sta vendendo le sue attività nel settore assicurativo con la consulenza di UniCredit e Deutsche Bank. Un dossier al quale inizialmente avevano guardato anche le Generali.
Offerte formali sarebbero state avanzate da tre colossi mondiali come la tedesca Allianz, la svizzera Zurich Insurance e la giapponese Dai-ichi Life Insurance per una operazione che potrebbe valere intorno al miliardo di euro.

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