Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Liberalizzazioni, sì alla fiducia

di Lorenzo Salvia

ROMA — Rispetto all'ultima prova, giusto una settimana fa sul decreto ambiente, il governo perde nove voti a favore e vede crescere di una ventina di deputati la pattuglia degli astenuti. Ma, nonostante il clima da ammutinamento che si respira in Transatlantico nel primo pomeriggio, alla fine la fiducia sul decreto legge per le liberalizzazioni passa alla Camera con 449 sì, 79 no e 29 astenuti. Non è il punto più basso nella storia del governo Monti, visto che sul decreto svuota carceri i sì erano stati ancora meno: 420. Ma è ancora una piccola erosione nel consenso all'esecutivo dei professori. Anche stavolta i segnali più chiari del malumore arrivano dal Pdl con sei no, 23 astenuti e 19 assenti tra i quali Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Mentre nel Pd (nessun no e solo cinque assenze) non ci sono stati contraccolpi ufficiali dopo il gelo sulla riforma del lavoro. Stasera il voto finale che trasformerà il decreto in legge, appena due giorni prima della scadenza dei termini per la conversione. Ma se il risultato appare ormai scontato, restano da chiarire due punti.
Il primo è il nodo delle banche, con l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza che impegna il governo a intervenire «in tempi rapidi» per cancellare la norma che azzera le commissioni sui prestiti e aveva portato alle dimissioni dei vertici dell'Abi, l'associazione delle banche. Per sostenere la causa proprio ieri il presidente, Giuseppe Mussari, ha incontrato la Lega, l'Italia dei valori e il viceministro all'Economia Vittorio Grilli. L'ipotesi più accreditata sembra un decreto legge da approvare assieme alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento sulle liberalizzazioni. Un modo per evitare di applicare anche per un solo giorno l'articolo contestato.
Il secondo nodo è la copertura di cinque norme del decreto, e in particolare quella sulla permuta degli immobili della pubblica amministrazione, della quale anche la commissione Bilancio aveva chiesto la soppressione anche se con una condizione non vincolante. Toccherà forse allo stesso Grilli o al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, fornire le spiegazioni invocate l'altro giorno in Aula da Lega e Italia dei valori. Una protesta sterilizzata con la questione di fiducia, che aveva portato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ad accusare il governo di «insensibilità», e con l'intervento successivo di Giorgio Napolitano che aveva chiesto dei chiarimenti e che il 29 incontrerà i rappresentanti della Lega. La tesi del governo potrebbe essere che si tratta solo di un problema tecnico. E questo perché la copertura per la permuta non poteva essere quantificata in anticipo, visto che le pubbliche amministrazioni non devono ma possono cedere gli immobili, e quindi sarebbe impossibile stimare adesso l'eventuale costo dell'operazione.
Quello delle coperture, però, rischia di diventare il tallone d'Achille dei provvedimenti del governo. C'è un nuovo caso al Senato, sul decreto per le semplificazioni fiscali. Il vicepresidente della commissione Finanze, Adriano Musi (Pd), dice che il problema riguarda l'Irap e in particolare la «procedura per il rimborso della quota riferita al costo del lavoro». In effetti i tecnici del servizio Bilancio hanno scritto che, così come è formulata, la «disposizione non appare suscettibile di escludere in maniera certa eventuali nuovi o maggiori oneri».
Proprio durante i lavori su questo decreto il sottosegretario all'Economia, Vieri Ceriani, ha detto che la «possibilità di anticipare una manovra anticongiunturale sarà certamente affrontata dal governo nel prosieguo della discussione». Una risposta all'appello del presidente della commissione Finanze Mario Baldassarri (Terzo polo) che gli aveva chiesto di «anticipare gli elementi di una manovra di sostegno all'economia reale» con un intervento «non oltre le prossime settimane». La soluzione potrebbe essere un'accelerazione su alcune parti della delega fiscale, attesa per venerdì in Consiglio dei ministri. E in quel caso trovare i soldi per la copertura sarebbe un problema non solo tecnico ma tutto politico.
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa