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Liberalizzazioni, Ilva e innovazione nel piano di Calenda

ROMA.
Internazionalizzazione e innovazione: cogliere la sfida digitale e promuovere l’industria 4.0, mantenendo salde le relazioni con Bruxelles. Partendo però con i piedi per terra, quindi non prima di aver analizzato a fondo le potenzialità e i punti deboli del ministero dello Sviluppo Economico, proprio come farebbe ogni buon manager all’indomani dell’insediamento. E’ quello che ci si può aspettare da Carlo Calenda, che di formazione appunto è manager, politico e diplomatico. Oggi alle 17 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà il presidente del Consiglio Matteo Renzi, e dopo si procederà alla nomina ufficiale del successore di Federica Guidi. Il nuovo ministro lascia l’incarico di rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione Europea, ma intende mantenere le relazioni avviate con successo con la Commissione e in particolare con il presidente Jean-Claude Juncker, nell’interesse del Paese e in particolare dello stesso ministero dello Sviluppo Economico: i viaggi a Bruxelles saranno magari non frequenti ma regolari, con cadenza mensile.
I dossier che attendono Calenda sono molti, e in molti casi si tratta di faccende urgenti, come quella dell’Ilva, o che si trascinano da troppo tempo, come la legge sulle liberalizzazioni, che giace al Senato dopo un lungo e tortuoso percorso che, a detta di molti, ha svuotato un provvedimento molto atteso, che per la prima volta ha dato attuazione alla legge “Sviluppo” del 2009. Il disegno di legge è stato approvato dal Consiglio dei ministri del 20 febbraio dell’anno scorso, il testo originario è stato profondamente modificato ma c’è attesa per molte norme, come quella che permette agli albergatori di offrire sul proprio sito prezzi inferiori a quelli degli aggregatori, come Booking.com, oppure quella che facilita il passaggio da una polizza Rc auto a un’altra, o l’ingresso dei soci di capitale nelle farmacie. Una scadenza urgente già fissata è quella della cessione dell’Ilva: il 30 maggio scatterà il termine per la presentazione del business plan e delle offerte vincolanti, mentre il 30 giugno è il termineper la vendita o per l’affitto. Ci sono poi una serie di importanti progetti a lungo respiro, a cominciare da Manifattura Italia, il provvedimento che contiene le misure finalizzate a incentivare la digitalizzazione dell’industria manifatturiera italiana, quella che viene chiamata l’industria 4.0, un obiettivo al quale l’Unione europea ha appena dedicato un piano da 50 miliardi. Le associazioni imprenditoriali attendono con impazienza anche l’approvazione della legge annuale per le piccole e medie imprese, che punta alla semplificazione delle procedure burocratiche. In gestazione anche il decreto “Investment compact 2”, che dovrebbe includere misure per favorire l’accesso al credito e agevolare gli investimenti. Ancora, in cantiere l’implementazione della “Strategia per la banda ultralarga”. E infine, sul tavolo del Mise ci sono diverse crisi aziendali: la più conosciuta è quella di Almaviva, ma l’elenco è lungo.
Rosaria Amato
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