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L’Fmi: moratoria di 25 anni sul debito greco

Il Fondo propone ai governi di concedere ad Atene uno stop al pagamento di interessi e rimborsi
Con l’arrivo dell’estate si riapre il caso del debito greco. In vista dell’importante vertice dell’Eurogruppo del 24 maggio, il Fondo monetario internazionale ha chiesto ai governi dell’Eurozona una soluzione drastica sul debito della Grecia, un “periodo di grazia” esteso fino al 2040 nel quale Atene non dovrebbe pagare né interessi né rimborsare le rate dei prestiti ricevuti nel salvataggio.
Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui la proposta, presentata ai governi la scorsa settimana, mira a tenere sotto il 15% del Pil i costi di finanziamento del debito greco: condizione imprescindibile perché questo sia sostenibile, consentendo così all’Fmi di continuare a far parte del salvataggio, così come chiede la Germania.
Le richieste dell’Fmi vanno però ben al di là di ciò che i creditori della zona euro della Grecia hanno detto di essere disposti a fare per aiutare la Grecia a ritrovare la sua stabilità finanziaria.
I governi dell’Eurozona, guidati dalla Germania del ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, sono riluttanti a fare concessioni così importanti sui loro prestiti alla Grecia che, considerando prestiti bilaterali e aiuti concessi attraverso i fondi Efsf e Esm, ammontano a circa 200 miliardi di euro con un altro piano di circa 86 miliardi di euro in aggiunta, 60 dei quali ancora da versare.
Ma la Germania, vuole che l’Fmi sia della partita nel salvataggio greco. L’Fmi però non ha ancora sciolto le riserve e non ha aderito al programma greco concordato a luglio della scorsa estate.
La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha dichiarato che la presenza dell’Fmi è essenziale per la credibilità del piano di salvataggio greco. Il suo governo di coalizione ha promesso al parlamento tedesco, il Bundestag, che il Fmi avrebbe aderito al nuovo programma di salvataggio prima che l’Europa sborsi nuovi soldi ad Atene. La cancelliera e molti dei suoi deputati ritengono che, senza l’Fmi, la zona euro non sarebbe in grado di far rispettare le rigorose revisioni fiscali ed economiche alla Grecia del premier Alexis Tsipras in cambio di prestiti.
La Commissione europea, che vigila insieme al Fondo monetario e alla Bce sul piano di salvataggio, è vista da Berlino come troppo morbida sul dossier greco. Il problema della cancelliere Merkel è che il Fmi ha detto che non può partecipare al terzo bail-out a meno che la zona euro decida a ristrutturare il debito greco. In caso contrario, l’onere del debito della Grecia è «insostenibile» ha detto il direttore generale, Christine Lagarde. Un’importante ristrutturazione del debito greco richiederebbe un difficile dibattito e un voto nel Bundestag, con la possibilità di una ribellione tra i deputati conservatori e una spinta al nascente partito di destra populista AfD.
I tedeschi vogliono ora solo limitate concessioni alla questione del debito alla Grecia e rinviare la ristrutturazione a dopo le elezioni politiche tedesche del 2017.
Se l’Fmi e la Germania non troveranno una intesa, il Fondo non sarà della partita della soluzione del debito greco creando un forte imbarazzo politico per la Merkel. Una soluzione va trovata entro giugno, quando la Grecia ha bisogno di fondi di salvataggio freschi per pagare le pensioni e gli stipendi e un bond alla Bce in scadenza il 20 luglio visto che le sue riserve di cassa si stano esaurendo. La Grecia sta entrando nel settimo anno del suo travagliato piano di salvataggio.
Il piano di salvataggio della troika che ha raggiunto misure di austerità cumulativamente pari a oltre il 30% del Pil, ha contribuito a un calo del 25% della produzione economica del paese da prima della crisi del debito. Senza un accordo tra i creditori si rischia una estate come quella del 2015 in un contesto ancora più volatile a causa di Brexit e mercati emergenti.

Vittorio Da Rold

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