Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’Fmi apre uno spiraglio all’acquisto di BTp e Bonos

di Beda Romano

Non è un caso se ieri il Fondo monetario internazionale ha presentato a Bruxelles il proprio rapporto sulla situazione economica europea. È stata l'occasione per l'Fmi di esprimere la sua preoccupazione sulla gravità della crisi nella zona euro, lanciando addirittura l'idea (poi ritrattata) di acquistare obbligazioni dei Paesi più deboli.

«Il tempo è più che maturo per trovare una soluzione durevole allo sconquasso del debito sovrano nella zona euro» ha avvertito ieri Antonio Borges, il responsabile Europa del Fondo. Lo sguardo non corre solo alla deriva greca o alle minacce che incombono su Spagna e Italia, ma anche alla difficile situazione del settore bancario.

Il momento è evidentemente difficile. Non passa giorno senza che alcuni Paesi non membri della zona euro si dicano preoccupati per la situazione nell'Unione monetaria e per i rischi per la congiuntura mondiale: negli ultimi giorni prima gli Stati Uniti, poi l'Inghilterra e la Svezia, ora anche il Fondo monetario internazionale.

Durante un incontro con la stampa a Bruxelles, Borges ha lanciato l'idea che l'Fmi possa collaborare con il fondo di stabilità europeo Efsf e acquistare obbligazioni dei Paesi in difficoltà, Spagna e Italia in particolare, pur di calmare i mercati e ridurre i rendimenti obbligazionari. Un compito di cui si è fatta carico finora la Banca centrale europea, pur controvoglia.

«Il Fondo non fa normalmente questo genere di cose – ha detto l'economista – ma in condizioni straordinarie niente può essere escluso. Lo abbiamo fatto in passato, in altre circostanze». Borges ha spiegato che l'operazione non potrebbe essere effettuata direttamente dall'Fmi, ma attraverso uno speciale veicolo finanziario.

Nel parlare di questa soluzione definita «ipotetica», il dirigente del Fondo ha parlato specificatamente della possibilità di acquistare debito pubblico italiano o spagnolo. Qualche ora dopo l'organizzazione ha dovuto però attenuare la portata della sua presa di posizione che sui mercati era stata accolta positivamente.

«Non stiamo studiando alcun intervento sui mercati con l'Efsf», ha spiegato Borges in un comunicato, precisando che l'organizzazione (per ora) può solo prestare denaro ai Paesi. «Qualsiasi modalità di prestito diversa da quella attuale richiederebbe una struttura giuridica diversa» ha aggiunto, notando che nessun membro ha chiesto soluzioni di questo tipo.

Gaffe? Ballon d'essai? Come minimo, l'episodio dimostra che a Washington gli economisti del Fondo stanno riflettendo a varie opzioni, alcune delle quali particolarmente innovative. L'Fmi è preoccupato per gli ultimi sviluppi della crisi debitoria europea, e guarda con particolare timore alla Grecia, sempre drammaticamente in bilico.

Alcuni partecipanti hanno spiegato che se l'Eurogruppo in Lussemburgo ha deciso lunedì di chiedere nuovi sforzi alla Grecia per il 2013-2014 è proprio su pressione del Fondo monetario. L'organizzazione internazionale ha ricordato ai ministri finanziari di non poter sborsare nuovo denaro al Paese mediterraneo senza avere visibilità a medio termine.

D'altro canto, ha spiegato ieri l'economista portoghese, vi sono «ragioni serie» per essere preoccupato dal futuro dell'Europa. Borges ha notato che la crisi debitoria è entrata ormai in «una fase nuova, di dimensione maggiore». Il rapporto del Fondo sottolinea che la crisi si sta allargando ai Paesi «core» (Francia e Germania) e Borges ha avvertito che la situazione del settore bancario richiede «un'attenzione immediata».

Sul fronte economico, l'organizzazione punta «sempre su una crescita anche modesta, ma l'attività economica potrebbe indebolirsi». Secondo Borges tuttavia un rischio recessione non può escludersi, tanto che l'Fmi ha esortato la Bce a «ridurre il costo del denaro se i rischi al ribasso per l'inflazione e la crescita dovessero persistere».
 

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Doppio appuntamento per Vincent Bolloré. Oggi si terrà l’assemblea di Vivendi, di cui il finanz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mai così pochi negli uffici pubblici, ma molto più digitalizzati. L’anno della pandemia ha bloc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Se ci sarà, come credo, l’approvazione del Recovery Plan italiano, quello sarà un bel passo ava...

Oggi sulla stampa