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L’exit tax si paga entro 10 anni

Exit tax a riscossione differita, ma per non più di dieci anni. E in caso di opzione per la rateizzazione il versamento delle imposte è dovuto in sei rate annuali. Sono queste le principali novità del decreto del ministro delle Finanze del 2 luglio 2014, pubblicato sulla «Gezzetta Ufficiale» 156 dell’8 luglio, che interviene sulla disciplina del trasferimento di residenza all’estero, sostituendo il precedente decreto del 2 agosto 2013. Il Dl 1/2012, sulla scia dalla sentenza della Corte di giustizia National Grind Indus (causa C-371/10 del 2011), aveva introdotto un regime sospensivo dell’Ires dovuta sulla plusvalenza realizzata in occasione del trasferimento di sede verso uno Stato della Ue o dello Spazio economico europeo (commi 2-quater e 2-quinquies nell’articolo 166 del Tuir).
Il decreto attuativo del 2 agosto 2013 aveva previsto tre modalità alternative, esercitabili anche per singolo bene, per la riscossione della exit tax:
pagamento immediato;
sospensione della tassazione fino al realizzo;
rateizzazione in 10 anni.
Il decreto del 2 luglio modifica la disciplina preesistente; sotto un profilo generale viene eliminata la possibilità di esercitare le opzioni per singolo bene, per cui l’opzione per la sospensione o per la rateizzazione dovrà ora riguardare tutti i beni migrati. Viene invece confermato che la plusvalenza va determinata unitariamente in base al valore normale dei componenti del complesso aziendale (non confluiti in una stabile organizzazione ), tra cui si comprendono il valore dell’avviamento e quello delle funzioni e dei rischi propri dell’impresa. Viene altresì confermato che la sospensione dell’exit tax non può riguardare: a) i maggiori e i minori valori dei beni-merce; b) i fondi in sospensione di imposta; c) gli altri componenti positivi e negativi che concorrono a formare il reddito dell’ultimo periodo di residenza in Italia, compresi quelli relativi a esercizi precedenti, la cui deduzione o tassazione sia stata rinviata in conformità alle disposizioni del Tuir (spese di manutenzione eccedenti il 5%, quote di plusvalenze rateizzate, quote delle rettifiche dei crediti delle banche). Tuttavia i componenti rinviati attinenti ai cespiti trasferiti (ad esempio ammortamenti temporaneamente non deducibili), potranno seguire il regime sospensivo dei cespiti stessi.
Il decreto interviene poi sul momento del realizzo dei plusvalori all’estero. La disciplina originaria non prevedeva ipotesi di realizzo “indiretto” dei cespiti, al di là delle partecipazioni il cui realizzo veniva identificato anche con la distribuzione degli utili e riserve di capitale; ciò, di fatto, poteva comportare una sospensione sine die delle plusvalenze relative agli intangibles a vita utile indefinita (marchi, brevetti, know how, avviamento).
Il decreto correttivo introduce una presunzione di realizzo – cui consegue un recupero graduale dell’imposta sospesa – per i beni e diritti ammortizzabili, incluso l’avviamento, in base alla maturazione delle quote residue di ammortamento, secondo i coefficienti previsti dalla normativa fiscale e indipendentemente dall’imputazione a conto economico. In ogni caso i beni si considerano realizzati (e il regime di sospensione viene meno) dopo dieci anni dal trasferimento della residenza, che rappresenta quindi il periodo massimo di sospensione. Per gli strumenti finanziari diversi dalle partecipazioni il maggior valore va tassato in quote costanti in base alla durata residua degli stessi, sempre entro un massimo di dieci anni.
Viene infine introdotto il pagamento di interessi anche nell’opzione per la sospensione, oltre al rilascio di garanzie ed agli obblighi di monitoraggio (per la cui disciplina si rinvia ad un provvedimento delle Entrate). Il decreto interviene anche sulla disciplina della rateizzazione, riducendo da dieci a sei anni l’arco temporale in cui versare le imposte dovute sulla plusvalenza. Anche tale opzione comporta l’applicazione di interessi e la prestazione di garanzie sugli importi rateizzati, mentre comporta il venir meno gli obblighi di monitoraggio.

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