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L’ex gioiello Tassara punta tutto su Edison e la polacca Alior

di Stefano Agnoli

MILANO — Se si dovesse guardare al 20% perso dall'indice di Milano solo dall'inizio di agosto, a Breno, in Val Camonica, qualcuno dovrebbe mettersi le mani nei capelli. In quel paesino di 5mila abitanti ha sede da sempre la Carlo Tassara, la holding della famiglia di Romain Zaleski passata sotto la tutela delle banche creditrici: Intesa, Unicredit, Mps, Ubi, Bpm, Banco Popolare e Carige, che attendono di rientrare in possesso di 3 miliardi di euro.
Il tracollo di mezza estate dei listini ha assestato al portafoglio delle partecipazioni quotate della Tassara l'ennesimo duro colpo. La minusvalenza potenziale si aggira ormai sui 1.350 milioni di euro, ed è il frutto della differenza tra il valore di carico di 2,15 miliardi registrato sul bilancio 2010 e il valore di mercato, poco sopra 808 milioni di euro. Nel «basket» di titoli della società guidata dal traghettatore Pietro Modiano ci sono, come noto, pezzi assai pregiati: non solo cospicui pacchetti di qualche banca creditrice (l'1,43% di Intesa, l'1,22% di Mps, l'1,41% di Ubi, l'1,99% Bpm) ma anche assicurazioni (Cattolica con l'1,47%) e, soprattutto, alcuni degli amori di vecchia data del finanziere franco-polacco-bresciano. Come il 2,5% di A2A e il 10,02% di Edison. Un pacchetto, quest'ultimo, tornato d'attualità, tanto che proprio su di esso si basano parecchie delle speranze di riscossa della holding bresciana. Modiano e l'amministratore delegato Mario Cocchi fanno il tifo per la cordata italiana raccolta in Delmi, visto che le azioni di Foro Buonaparte sono in carico a 1,46 euro l'una, valore non troppo distante da quello di A2A e compagni.
Nel frattempo l'abisso creatosi tra i valori di carico e quelli correnti non può non colpire. La quota Intesa vale 205 milioni circa contro gli 833 contabili, Monte dei Paschi poco più di 51 contro 242, Ubi 30 contro 160, e la stessa Edison 430 su 756. Nel caso delle banche, peraltro, bisogna tenere conto anche degli aumenti di capitale che Tassara non ha potuto eseguire. La vendita dei diritti (come i dividendi percepiti) è quanto meno servita ad ammorbidire il peso del debito, che dai 3,04 miliardi di dicembre è sceso sotto 3 miliardi. La Tassara, per sua fortuna, ha concluso con gli istituti creditori a fine maggio la seconda modifica dell'accordo di salvataggio del 2008, e malgrado il brusco peggioramento estivo delle Borse non sembrerebbe essere all'orizzonte una nuova revisione. La tregua è stata spostata a fine 2013 (con un passaggio chiave a fine 2012, quando il debito dovrà scendere sotto 1.250 milioni) ma le condizioni non sono certo più leggere. Da luglio, ad esempio, è già scattato un incremento di 175 punti base dello spread applicato dalle banche finanziatrici. Altri 40 per fine anno e altrettanti, poi, si sommeranno a fine giugno 2012.
Un fardello notevole, anche se dalle parti di Breno si ostenta sicurezza e si garantisce che il rapporto debito-assets di Tassara resta in equilibrio. Un ottimismo che non pare di maniera. Su che cosa si fonda? Non solo, come si è detto, sul valore «strategico» della quota in Edison. Grande fiducia è riposta nella banca polacca Alior Bank, «lo start-up bancario di maggior successo degli ultimi anni, arrivato a breakeven in meno di 24 mesi», si fa notare. Insieme ad altre partecipazioni minori Alior è controllata tramite la Carlo Tassara International, il cui patrimonio contabile (487 milioni nel bilancio 2010) viene tuttavia ritenuto poco rappresentativo del valore effettivo dell'istituto di Varsavia. E poi c'è anche il «tesoretto» africano accumulato da Zaleski e racchiuso nella Carlo Tassara France. Come la quota del 7% in Comilog, la società del Gabon che gestisce una miniera di manganese a cielo aperto. Di recente, nel corso di un passaggio di quote con il governo locale, l'intera Comilog è stata valutata 4,2 miliardi di euro. Segue Eramet (minerali e siderurgia), di cui Tassara ha il 12,8%. Quotata a Parigi, la partecipazione vale in Borsa circa 480 milioni di euro. Ma a fine settembre, se il tribunale francese darà ragione a Tassara nella causa intentata contro la famiglia Duval (che la controlla con Areva), quella stima potrà aumentare.

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