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L’Eurozona rallenta il mondo

di Alessandro Merli

L'Fmi vede nella crisi del debito sovrano nell'area euro la principale minaccia per l'economia mondiale, insieme alla frenata dell'attività negli Stati Uniti, e sollecita le autorità europee ad adottare rapidamente le misure necessarie a stabilizzare la situazione. L'economia globale è entrata in una fase «pericolosa» e i rischi sono in aumento, ha detto il capo economista dell'Fmi, Olivier Blanchard, echeggiando le parole del direttore dell'istituzione di Washington, Christine Lagarde. «La paura dell'ignoto è alta», ha detto Blanchard. Le previsioni di crescita sono state tagliate dal Fondo al 4% per quest'anno e il prossimo, mezzo punto in meno rispetto alle stime precedenti. I Paesi industriali si espanderanno a un ritmo modesto, dell'1,6 e del 1,9 per cento. «I mercati – ha sostenuto Blanchard – sono diventati più scettici sull'abilità dei Governi di stabilizzare il debito pubblico. Le preoccupazioni si sono estese dalla periferia d'Europa al centro, e ad altri, compresi Giappone e Stati Uniti». E si è innestato un circolo vizioso fra debito sovrano e banche che lo detengono.

Secondo l'economista, c'è la percezione che le autorità siano «un passo in ritardo rispetto ai mercati». Le cose, ha aggiunto, «possono andar storte in qualsiasi momento. Non abbiamo il lusso dei tempo a disposizione. Non possiamo partire dal presupposto che abbiamo tre, o sei mesi, o un anno» per fare quel che va fatto. Ossia, secondo la lista di Blanchard, anzi tutto la messa in atto delle decisioni del Consiglio europeo del 21 luglio, a partire dall'ampliamento delle risorse e del mandato del Fondo salva-Stati europeo Efsf (a questo proposito, in Germania, il Paese dove le resistenze sono più forti, i partiti hanno raggiunto ieri un accordo sulla bozza di legge da approvare il 29 settembre); la ricapitalizzazione delle banche, meglio se con fondi privati, se no, con fondi pubblici, per impedire che riducano il credito per rispettare i requisiti patrimoniali, un'idea che sembra aver trovato maggior favore in Europa negli ultimi giorni dopo le polemiche create da una sollecitazione della Lagarde; la creazione di una struttura europea con un sistema di sorveglianza su bilanci e andamento dell'economia.

Blanchard ha giudicato l'emissione di eurobond come «una buona idea, ma prematura», che potrà realizzarsi solo quando sia messa in atto la sorveglianza europea sui bilanci pubblici. «Non puoi dare a un Paese il diritto di emettere bond allo stesso tasso d'interesse – ha detto – senza avere un controllo se quello che fa è giusto».

L'Fmi è convinto anche che la Bce debba esser pronta a tagliare i tassi d'interesse, se dovessero persistere i molti indicatori che puntano nella direzione di un rallentamento. Il Fondo non crede all'ipotesi di una rottura dell'euro: i programmi con Irlanda e Portogallo stanno facendo progressi, Spagna e Italia stanno compiendo aggiustamenti, il programma con la Grecia è in fase di negoziato, ma le dimensioni del Paese dovrebbero renderlo gestibile. Tuttavia, ha ammesso Blanchard, bisognerà star pronti al ring-fencing, all'isolamento dal contagio degli altri Paesi a rischio.

A livello globale, l'Fmi vede la necessità di consolidamento fiscale, ma non troppo rapido, in modo da non soffocare la crescita, né troppo lento per non perdere credibilità. Il risanamento, in particolare negli Usa, dev'essere credibile nel medio termine, il che non esclude azioni di sostegno alla domanda nel breve periodo. La frenata dell'economia Usa, molto superiore al previsto, è considerata dal Fondo l'altro grande rischio per la ripresa mondiale. Blanchard ha giudicato «utili» le proposte dell'ultimo piano Obama per creare posti di lavoro.

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