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L’Europa vara la riforma dei rating

Dopo mesi di difficili negoziati, il parlamento europeo ha approvato ieri qui a Strasburgo un atteso giro di vite nel delicatissimo settore delle agenzie di rating. L’obiettivo del nuovo regolamento è di limitare il rischio che la pubblicazione dei rapporti sulla solidità creditizia dei paesi possa provocare incertezze e tensioni sui mercati finanziari. In più di una occasione in questi ultimi anni, le agenzie di rating sono state accusate di avere peggiorato la crisi debitoria.
Il nuovo testo legislativo è stato approvato a larga maggioranza dell’assemblea parlamentare: 579 sì, 58 no, 60 astenuti. Relatore del documento è stato Leonardo Domenici, deputato del Partito democratico: «Le novità introdotte sono pienamente coerenti con l’ispirazione di fondo di questo provvedimento che è quella di favorire il rating interno, di avere una pluralità di voci affidabili e di mettere in discussione l’oligopolio che ha caratterizzato fino ad oggi l’offerta del rating».
La riforma prevede che le agenzie potranno pubblicare i propri rapporti sui debiti sovrani europei solo in tre periodi dell’anno, e comunque dopo la chiusura dei mercati europei. Il regolamento comunitario precisa che le agenzie di rating possano essere trascinate in tribunale ogni qualvolta c’è il sospetto di negligenza o dolo. Finora questa possibilità era prevista solo da alcuni ordinamenti nazionali, come ha fatto notare ieri il Commissario al mercato interno Michel Barnier.
Domenici aveva proposto il divieto del rating sovrano e la nascita di un’agenzia di rating europea indipendente (si veda Il Sole 24 Ore di martedì scorso). Idee che non hanno avuto successo, anche perché il Parlamento era diviso su ipotesi ritenute da molti troppo radicali. La stessa Commissione stima che la creazione di una agenzia di rating europea avrebbe un costo per la mano pubblica di 300-500 milioni di euro su un periodo di cinque anni. Ciò detto, l’esecutivo comunitario dovrà presentare entro il 2016 un rapporto su questa ipotesi.
«Il capitolo del nuovo regolamento che più influenzerà il nostro lavoro sarà quello che introduce controlli e limiti sui rating sovrani», ha detto a Bloomberg News Ian Linnell, un dirigente di Fitch Ratings. Nei fatti il tentativo del provvedimento europeo è di rendere le agenzie di rating più responsabili, introducendo maggiore concorrenza in un mercato che in questo momento è controllato al 90% da appena tre società, oltre a Fitch, Moody’s e Standsrd & Poor’s.

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