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L’Europa torna a salire Polizze e barile in prima fila

di Marco Zulberti

Nell’ultima settimana l’indice europeo generale Stoxx 600 — che comprende i titoli azionari più capitalizzati compresi quelli dei paesi che non aderiscono all’euro come l’Inghilterra e la Svizzera — ha superato la soglia dei 277 punti, sopra i quali il mercato azionario europeo torna al trend rialzista, +1,8%da inizio anno. Il recupero Ancor meglio ha fatto l’indice Euro Stoxx 300 che raggruppa i titoli dell’area euro tornato alla positività con qualche seduta in anticipo: +4,8%. Era dal 24 febbraio, prima delle crisi libica, che non si registravano livelli di forza così elevati sul mercato azionario europeo, poi appesantito ulteriormente dalla tragedia giapponese. A favorire questo rapido recupero sono stati i dati congiunturali del ciclo economico americano con una sostanziale tenuta d e l l ’ i N d i c e S&P500 tornato ai massimi del 2011 a 1.333 punti (+6%da inizio anno) e anche il recupero del Nikkei risalito a 9.822 punti, +19%rispetto ai minimi del 15 marzo, grazie alle iniezioni di liquidità di quasi 100 miliardi di dollari da parte della Bank Of Japan. Il consolidamento degli indici europei è stato favorito da una nuova rotazione settoriale che ha visto arretrare nuovamente il settore finanziario e rafforzarsi i settori dell’oil &gas (+6%) e delle telecom (+4,6%), mentre hanno mantenuto la forza manifestata fin da inizio anno assicurazioni (11,6%) e tecnologici (+6%). Complessivamente dei diciotto settori in cui si divide il mercato azionario europeo ben undici sono in trend rialzista: polizze, energia, tecnologia, telecomunicazioni, costruzioni, utilities, industriali, finanziari, media, chimica e auto. Poi ce ne sono tre in trend laterale: beni personali, alimentari e materie base. Mentre le banche sono tornate sotto pressione. In direzione ribassista sono rimasti la distribuzione (-5 , 2 %) e i v i a g g i (-7,4%). Dove puntare Quello che colpisce in particolare nelle ultime sedute è il ritorno di forza sui settori industriali come la chimica, l’auto e la tecnologia, che con il cambio euro/dollaro intorno a 1,43 sembravano dover scontare un rallentamento, grazie alla crescita degli utili oltre alle attese che le società stanno riportando. A queste vanno aggiunte le sorprese provenienti dal settore assicurativo dalle costruzioni. Ancora in rallentamento invece i comparti dei consumi, i beni personali e i farmaceutici. Questa inaspettata positività va seguita con attenzione, con un posizionamento che si deve limitare ai settori e ai titoli più forti. Livelli di forza si riscontrano sulle società inglesi Anglo American, British gas, Billiton, British American Tobacco, Rio Tinto e Vodafone. Da seguire anche le tedesche Basf, Bayer, Deutsche Telecom, Sap, Schneider e Siemens. E le francesi Air Liquide e Louis Vuitton oltra a Repsol, big dell’oil&gas spagnolo. Complessivamente il mercato appare pertanto adeguarsi positivamente più ai dati economici che non alle news geopolitiche negative. Nonostante la nuova bolla del petrolio sopra i 100 dollari e i tassi a breve che sembrano incutere timori sulla continuazione della ripresa dopo il rialzo del costo del denaro deciso dalla Bce, ci sono diversi segnali che sembrano davvero impostare il primo passo della ripresa economica.

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