Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’Europa teme «l’apocalisse atomica»

di Luigi Offeddu

BRUXELLES — «Apocalisse» è la parola giusta, per raccontare il Giappone di oggi. Lo dice, davanti al Parlamento europeo ammutolito, il commissario Ue all’Energia Günther Oettinger. E lo dice con lo sguardo rivolto anche al suo continente. Perché le carte della Commissione Europea mostrano 4 potenziali Fukushima, in Europa. Quattro centrali nucleari costruite con una tecnologia simile a quella dell’impianto giapponese teatro della catastrofe. Due in Spagna, due in Svizzera. E una ha in comune con Fukushima un’altra cosa: l’età. Anche per questo, per la paura che sale in tutto il continente, la Germania ha annunciato la chiusura «provvisoria» dei suoi 7 reattori più vecchi, quelli creati prima del 1980. E la Lituania ha bloccato il suo progetto per un nuovo reattore. E anche per questo Oettinger, reduce da un vertice con i ministri europei suoi omologhi, annuncia le prime contromisure: test di resistenza, o «stress test» coordinati e volontari (cioè non vincolanti, ma tutti i Paesi hanno dato il loro assenso), verranno condotti in 143 centrali, per saggiarne i limiti di sicurezza. Quando? «Senza perdere tempo, ma dopo i necessari preparativi: cioè dopo giugno, entro dicembre. E chiederemo anche agli Stati limitrofi, come la Russia, di condurre analoghi controlli» . Ma poco dopo, al Parlamento Europeo, è lo stesso Oettinger a lasciar capire come tutto ciò potrebbe non essere abbastanza. Lo fa ricorrendo proprio a quella parola: apocalisse. Infatti «in Giappone si parla di apocalisse ed è un termine che definisce bene la situazione della centrale di Fukushima… non escludo il peggio per i prossimi giorni» . Del resto, aggiunge il commissario, dopo gli eventi giapponesi la Ue deve pensare all’eventualità di una «opzione zero per il nucleare» : altre parole mai prima pronunciate. E non condivise, però, dal ministro italiano per lo Sviluppo economico, Paolo Romani: «È inimmaginabile tornare indietro» . Una conferma dell’ansia ovunque crescente viene proprio da Tokyo, che per la prima volta chiede l’aiuto sanitario della Ue. Intanto, in Italia, il ministro della salute Ferruccio Fazio ha disposto il blocco delle importazioni di cibi dal Giappone (pesce e verdure lavorate) con data successiva all’ 11 marzo, giorno del terremoto. Da Parigi, l’evento di Fukushima è descritto in una luce sempre più drammatica: per André Claude Lacoste, responsabile dell’Authority francese per la sicurezza nucleare, il nocciolo del reattore è scoperto perché la vasca di contenimento «non è più sigillata» . Non solo: sempre secondo Lacoste, l’incidente ha ormai toccato il livello di gravità 6 — su 7 — nella scala internazionale sui disastri nucleari. La compagnia Air France intensifica i voli per facilitare i rimpatri dal Giappone; e anche ai giornalisti dei media francesi e olandesi, inviati sul posto, è stato chiesto di rientrare in Europa. Lunedì altro vertice dei ministri Ue, poi comincerà il «censimento» delle centrali da controllare. Niente di veramente nuovo, a ben vedere: nel 2008, assai prima di Fukushima, un documento interno della Commissione europea ammoniva che «tutti gli impianti in funzione raggiungeranno presto i loro limiti di vita, poiché l’età media di quelli europei è di 23 anni, contro i 20 anni degli impianti nel resto del mondo». 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nel settore degli affitti brevi ha conosciuto un successo travolgente l’utilizzo delle piattaforme...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tassi a zero, caccia ai dividendi. Dopo le mosse della Bce e della Fed è chiaro a tutti che i tassi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Che cosa faccio se mi trovo per le mani mille o 50 mila euro nell’era dei rendimenti sottozero? Di...

Oggi sulla stampa