Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’Europa taglia le stime sul Pil: Italia ultima, crollo dell’11,2%

L’Istat avverte: oltre un’azienda su tre rischia di non sopravvivere al post Covid

Peggio del previsto. «La pandemia ha colpito l’economia europea in modo più forte dell’atteso, anche se un cauto rimbalzo sta cominciando». Il commissario all’Economia Paolo Gentiloni, nel presentare le previsioni d’estate della Commissione europea che aggiornano quelle di primavera, ha messo in evidenza come gli effetti e il recupero varino da Paese a Paese: «Contrazioni relativamente forti sono attese in Italia, Francia e Spagna, mentre contrazioni più ridotte si attendono in Germania, Olanda e Polonia».

Nel dettaglio, il Pil crollerà quest’anno nell’Eurozona dell’8,7% rispetto al 7,7% stimato a maggio e nell’Ue a 27 dell’8,3% rispetto al 7,4%. Anche la crescita nel 2021 sarà leggermente meno robusta. L’Italia subisce la frenata più grave: -11,2% quest’anno rispetto al -9,5% stimato in primavera, con una ripresa del 6,1% per il 2021 (era 6,5%). Dietro di noi la Spagna con -10,9%, la Croazia -10,8% e la Francia -10,6%.Tengono la Germania -6,3% e l’Olanda -6,8%. La migliore è la Polonia con un -4,6%. «L’Italia è stato il Paese con il periodo di chiusura dell’attività più prolungato — ha spiegato Gentiloni — l’ha introdotta per prima e ha rilasciato il confinamento più o meno in linea con gli altri Stati, per questo la situazione è quella che è».

Gli effetti li ha certificati l’Istat con un’indagine sulle imprese con oltre 3 addetti, da cui è emerso che oltre un’azienda su tre rischia la chiusura per il Covid. «L’impatto della crisi sulle imprese è stato di intensità e rapidità straordinarie, determinando seri rischi per la sopravvivenza — spiega l’istituto di statistica —: il 38,8% delle imprese italiane (pari al 28,8% dell’occupazione, circa 3,6 milioni di addetti) ha denunciato l’esistenza di fattori economici e organizzativi che ne mettono a rischio la sopravvivenza nel corso dell’anno». Il pericolo di chiudere è più altro tra le micro imprese (40,6%) e le piccole (33,5%) ma è «significativo» anche tra le medie (22,4%) e le grandi (18,8%).

Per Bruxelles le prospettive di crescita in Italia «rimangono soggette a rischi al ribasso». Una prolungata crisi del mercato del lavoro, una volta scadute le misure di emergenza e la riduzione del «sentiment» dei consumatori, potrebbe frenare la ripresa prevista. Per la Commissione il Pil reale non tornerà al livello del 2019 entro la fine del 2021. È probabile che la produzione industriale prenda il ritmo più rapidamente, mentre il turismo e molti altri servizi relativi ai consumatori sono destinati a riprendersi più gradualmente.

La situazione, per Gentiloni, rimane caratterizzata da «disparità, disuguaglianze e insicurezza crescenti». Ecco perché «è così importante raggiungere rapidamente un accordo sul piano di ripresa proposto dalla Commissione», che i capi di Stato e di governo negozieranno insieme al bilancio Ue 2021-2027 nel prossimo Consiglio europeo del 17 e 18 luglio.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le recessioni impattano sulle pensioni future. Ma un Pil allo zero virgola fa anche peggio. Un Paese...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’efficace contrasto al fenomeno mafioso sempre più pervasivo nel tessuto imprenditoriale ed econ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Parte la possibilità per le imprese di ottenere liquidità per un milione di euro a fronte di aumen...

Oggi sulla stampa