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L’Europa studia una garanzia sui depositi

Spezzare il circolo vizioso tra bilanci bancari e crisi debitoria è ormai uno degli aspetti chiave dello sconquasso finanziario di questi mesi. Le autorità comunitarie stanno riflettendo a varie ipotesi per rafforzare le banche e bloccare sul nascere le fughe di capitale che nei giorni scorsi hanno colpito la Grecia, e in misura minore la Spagna. Tra queste idee: la ricapitalizzazione delle banche attraverso il fondo salva-stati ESM, che – diventato un soggetto bancario – avrebbe accesso diretto alle risorse Bce, e un sistema di garanzie europee dei depositi bancari.
I due temi potrebbero essere discussi anche questa sera quando i capi di stato e di governo dell’Unione si riuniranno a Bruxelles per un incontro informale dedicato sia ai modi di rilanciare l’economia che alla crisi in Grecia e in Spagna. Previsto al vertice è anche il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, che secondo alcuni collaboratori del presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy potrebbe questa sera aprire i lavori.
La posizione della Bce
Da tempo la Bce crede che per meglio affrontare la crisi finanziaria l’Europa debba centralizzare la normativa sull’assicurazione dei depositi bancari, la vigilanza bancaria, i poteri di liquidazione degli istituti di credito insolventi. L’istituto monetario è convinto che una garanzia in solido dei depositi europei non possa avvenire senza una sorveglianza che sia realmente comunitaria. Si tratterebbe quindi per i singoli paesi di accettare una cessione di sovranità.
«Sappiamo che la Germania associa la nascita di un bilancio comune e di obbligazioni europee a un trasferimento di sovranità dalla periferia al centro – commenta Guntram Wolff, vice direttore del centro di ricerca Bruegel a Bruxelles –. È difficile quindi chiedere al governo tedesco di partecipare a una eventuale garanzia transnazionale dei depositi bancari in un contesto in cui gli istituti di credito in ultima analisi restano vigilati a livello nazionale».
Già nel 2011, il tema era stato sollevato da Andrea Enria, presidente dell’Autorità bancaria europea: «Vi è urgente necessità di promuovere la cooperazione transfrontaliera nelle situazioni d’emergenza attraverso istituzioni transfrontaliere». Tecnicamente, una garanzia europea dei depositi è facile da adottare. Più difficile è centralizzare la vigilanza bancaria.
L’altro tema in discussione è quello di permettere agli istituti di credito l’accesso diretto al meccanismo di stabilità ESM. Letto alla lettera, il trattato prevede che la richiesta di aiuto debba venire dai governi che poi dirottano i fondi verso le istituzioni creditizie.
I paesi in crisi, come la Spagna, temono che una loro richiesta possa essere interpretata negativamente dai mercati, e chiedono quindi l’accesso delle banche all’ESM. Per ora Berlino sta bloccando questa ipotesi, nello stesso modo in cui è contraria a concedere la licenza bancaria allo stesso ESM. La speranza è che l’atteggiamento possa cambiare una volta ratificato il trattato.

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