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L’Europa mette il tetto ai bonus d’oro Per Londra gli incentivi a lungo termine

Sull’onda dell’irritazione popolare l’Europa dice basta agli arricchimenti eccessivi dei banchieri, ritenuti spesso tra i principali responsabili della crisi internazionale. L’Ecofin dei 27 ministri finanziari europei ha trovato l’accordo politico sul pacchetto di norme che limita i bonus dei dirigenti bancari e impone maggiore capitale e più trasparenza alle banche. In questo modo si punta a limitare gli eccessi speculativi e i rischi di futuri salvataggi a carico dei contribuenti. Ma, nella riunione a Bruxelles, 26 Paesi hanno deciso di non votare l’approvazione definitiva per lasciare ancora uno spazio negoziale di tipo tecnico — sui premi a più lungo termine — al Regno Unito, che si è opposto per difendere gli interessi delle banche della City di Londra, dove passa il grosso delle speculazioni finanziarie in Europa.
Il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, al termine dell’Ecofin, ha confermato che sul testo «c’è una larga convergenza» ed «è stato assolutamente approvato». Grilli ha spiegato che «se nei prossimi giorni si riesce a migliorare ulteriormente questo testo, dal punto di vista tecnico, per avere convergenza anche dei Paesi che hanno qualche problema, meglio; in ogni caso il compromesso ha ottenuto la maggioranza». Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha chiesto di non procedere al voto definitivo per «imbarcare» anche i britannici ed evitare di dare un argomento alle lobby euroscettiche del Regno Unito, sostenitrici di un referendum per uscire dall’Unione europea. Le stime parlano di circa 5 mila dirigenti bancari della City colpiti da quello che è stato definito a Bruxelles come «il primo limite retributivo della storia per i mercati finanziari». Non riguarda solo le molte migliaia di banche in Europa. Si estende anche ai dirigenti bancari dei 27 Paesi membri distaccati in piazze finanziarie extraeuropee, dalle più classiche, come Wall Street a New York, fino ai paradisi fiscali tipo la Svizzera e Singapore.
Con le nuove regole Ue premi e incentivi non dovranno superare l’importo del salario e potranno arrivare fino al doppio solo con una ampia approvazione degli azionisti (66% del totale se è presente la maggioranza, 75% se è presente meno del 50%). L’apertura concessa al Regno Unito prevede principalmente maggiore flessibilità per i bonus in azioni e titoli a lungo termine, che possono essere recuperati in caso di risultati negativi. Il cancelliere dello Scacchiere britannico, George Osborne, ha cercato alleanze per bloccare tutto, ma è rimasto isolato. Ampie fasce dell’opinione pubblica del suo stesso Paese risultano irritate contro gli introiti milionari dei banchieri della City, a volte incassati con i loro istituti di credito salvati dal fallimento grazie al denaro pubblico dei contribuenti. È un po’ quanto accaduto nel referendum in Svizzera di domenica scorsa, dove la popolazione ha votato in larga maggioranza per limitare i mega-introiti e i «paracadute d’oro» anche dei manager delle imprese nonostante la campagna contraria della potente lobby delle banche e delle multinazionali. I governi di Parigi e di Berlino hanno subito auspicato di estendere nell’Ue l’esempio svizzero. La Commissione europea ha confermato di avere già allo studio una estensione alle imprese della normativa appena approvata per i bonus dei banchieri, che dovrebbe includere anche i fondi speculativi e le società di private equity.
Il presidente di turno dell’Ecofin, il ministro delle Finanze irlandese Michael Noonan, ha chiarito che la negoziazione tecnica concessa al Regno Unito sarà gestita solo a livello di ambasciatori e che il testo di circa mille pagine non è aperto a modifiche sostanziali sui limiti fissati per i bonus. Il presidente dell’Europarlamento, il tedesco Martin Schulz, si è detto «rammaricato» per il pur breve rinvio per «un solo Paese» e ha confermato per la sessione di aprile il voto dell’Europarlamento. Schulz, Noonan e il commissario Ue per il Mercato interno, il francese Michel Barnier, puntano a mantenere l’obiettivo concordato tra governi, Commissione europea ed eurodeputati di introdurre dall’1 gennaio 2014 le nuove regole sui premi ai banchieri e sui requisiti di capitale per le banche. Barnier ha replicato alle voci sull’intenzione della lobby della City di Londra di impugnare i limiti sui bonus presso la Corte europea di giustizia augurando «buona fortuna».

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