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L’Europa: margini stretti sui conti Schäuble fa i complimenti a Padoan

Il vicepresidente lettone della Commissione europea Valdis Dombrovskis frena le aspettative del governo italiano sull’interpretazione della recente concessione di maggiore flessibilità nei vincoli di bilancio per favorire investimenti produttivi. Dombrovskis non ha invece commentato l’ipotesi di un imminente rapporto della sua istituzione sull’alto debito italiano, che potrebbe contribuire a far ridurre ulteriormente i già pochi miliardi stimati come possibile flessibilità. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha però considerato l’indebitamento dello Stato come «sostenibile» e non a rischio di una procedura d’infrazione comunitaria. 
«Il margine di manovra dell’Italia è limitato perché il deficit è vicino al 3% — ha affermato Dombrovskis al termine dell’Ecofin a Bruxelles dei 28 ministri finanziari —. Gli Stati non possono andare oltre il 3%. Anzi, devono mantenere margini di sicurezza appropriati al di sotto del 3% del Pil e probabilmente questo sarà uno dei fattori limitanti nel caso dell’Italia». Nel 2015, secondo le previsioni della Commissione europea, il disavanzo italiano dovrebbe attestarsi intorno al 2,7%, lasciando un margine di flessibilità stimato in 3-4 miliardi. Dombrovskis ha segnalato che nei documenti inviati da Roma alla Commissione europea, venerdì scorso, non è stata ancora avanzata la richiesta di utilizzare la clausola degli investimenti nel 2015.
Padoan ha spiegato «l’atteggiamento italiano» sull’uso della flessibilità anticipando di voler far valere «le circostanze eccezionali, cioè la situazione macroeconomica ancora molto deteriorata con l’assenza di crescita nominale» e con la bassa inflazione non favorevole alla gestione del debito pubblico, che è atteso in salita nel 2015 per iniziare a scendere solo nel 2016.
Il ministro dell’Economia, nonostante il 2014 con recessione, record negativo di disoccupazione e ritardo nella riduzione dell’indebitamento sostiene che «l’Italia si trova in una posizione migliore rispetto a molti altri Paesi membri». Il quasi azzeramento dei tassi d’interesse sul debito, il crollo del prezzo del petrolio, il deprezzamento sull’euro e gli acquisti di titoli annunciati dalla Bce per consentire alle banche di elargire più credito alle impresse offrono ampie possibilità di miglioramenti. Padoan ha però ricordato che non è comunque mai facile fare gol con quelli che possono apparire come «calci di rigore» in arrivo.
Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, intervenendo nell’Europarlamento di Bruxelles prima dell’Ecofin insieme al collega italiano, ha ribadito l’importanza del rispetto delle regole Ue perché «la flessibilità non deve portare a una situazione in cui vengono meno le basi della fiducia» e «i mercati finanziari si possono sconvolgere facilmente». Esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto con Padoan nel semestre di presidenza italiana dell’Ue, si è però detto contrario a finanziamenti dei Paesi membri nel fondo per gli investimenti promosso dalla Commissione europea. Ha frenato anche sulla trattativa con la Grecia per le concessioni aggiuntive sui prestiti di salvataggio chieste dal nuovo governo del leader di estrema sinistra Alexis Tsipras.
La stessa linea della Germania era stata anticipata dal responsabile del fondo salva Stati Ue, il tedesco Klaus Regling, ricordando le precedenti dilazioni e concessioni ad Atene. «Nel 2012 i tassi di interesse sul debito greco furono abbassati, i periodi di restituzione allungati — ha detto Regling —. Ci fu una dilazione dei tassi d’interessi sui primi 10 anni. Complessivamente il risparmio per la Grecia è di 8,7 miliardi, pari al 4,5% del Pil, ogni anno. A questo fu aggiunta una riduzione del debito fino al 40 per cento». Ma Italia e Francia appaiono più disponibili con Tsipras.
E dall’Ecofin è trapelato che le trattative sulla flessibilità per l’Italia e sulla rinegoziazione del debito per la Grecia restano aperte a varie soluzioni politiche di compromesso.
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