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L’Europa dice sì al download libero

di Sara Seligassi 

L'Europa, sul fronte del diritto d'autore, non si ferma mai, e stavolta vara addirittura un principio pro-pirateria. Secondo la Corte di giustizia Ue, infatti, i giudici nazionali non possono imporre alle società che forniscono accesso a internet di applicare filtri per prevenire il download di contenuti illegali. Insomma, libertà di scaricamento di musica e film dalla rete. «Il diritto dell'Unione vieta un'ingiunzione di un giudice nazionale diretta ad imporre ad un fornitore di accesso ad Internet di predisporre un sistema di filtraggio per prevenire gli scaricamenti illegali di file», si legge nella sentenza della Corte di giustizia Ue. E aggiunge: sarebbe violata anche «la libertà d'impresa, il diritto alla tutela dei dati personali e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni, dall'altro». Insomma, si tratterebbe del classico caso in cui in nome del copyright si vorrebbero fare storture ai danni di altri diritti.

I magistrati di Bruxelles, con la sentenza pubblicata il 24 novembre scorso (2010/C 113/30), hanno insomma stabilito che i fornitori di accesso a internet non possono filtrare o bloccare le comunicazioni elettroniche fra gli utenti, neanche quando questo è loro richiesto dai gestori o detentori dei diritti d'autore per prevenire attività di pirateria elettronica, e in particolare il «downloading» e la condivisione («file sharing») non autorizzati di contenuti protetti da copyright intellettuale. La sentenza è scaturita da una controversia, in Belgio, tra Scarlet Extended Sa, un fornitore di accesso a internet, e Sabam, una società di gestione (una sorta di Siae belga) incaricata di autorizzare l'utilizzo da parte di terzi delle opere musicali protette da copyright a vantaggio di autori, compositori ed editori. Nel 2004 la Sabam aveva scoperto che alcuni utenti di Internet abbonati a Scarlet scaricavano da Internet, senza autorizzazione e senza pagarne i diritti, opere contenute nel suo catalogo, utilizzando reti «peer-to-peer» per la condivisione dei contenuti scaricati, e si era rivolta al tribunale per far cessare questa pratica.

«La decisione della Corte di Giustizia sul caso Scarletnon ha nulla a che fare con il rispetto della legalità su internet», ha commentato il presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo. «La sentenza conferma, invece, in maniera chiarissima», prosegue Polillo, «che, ai fini del contrasto della pirateria online, l'Autorità Giudiziaria e gli Organi amministrativi di vigilanza, dopo aver accertato gli illeciti, possono ordinare provvedimenti di inibizione all'accesso attraverso il coinvolgimento degli intermediari. Ciò proprio alla luce degli articoli 14 e seguenti della Direttiva 2000/31/Ce. Questa decisione dovrebbe confortare anche l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni italiana che ha intrapreso la giusta strada dei provvedimenti interdittivi solo dopo l'adeguato confronto e l'accertamento degli illeciti». «Nessuno vuole imporre obblighi di sorveglianza e filtraggi preventivi della rete internet, men che meno l'industria dei contenuti. Chiediamo tuttavia con forza che, ove riscontrate violazioni gravi e sistematiche del diritto d'autore, le Autorità competenti, e quindi anche l'Agcom, possano intervenire tempestivamente per porre fine alle violazioni. In Italia, come all'estero. Il cosiddetto website blocking è una misura non “invasiva” delle libertà, e tale da assicurare un livello di garanzie, anche procedimentali, sufficienti per i soggetti coinvolti. Come hanno dimostrato i Monopoli di Stato per il betting on line e le recenti pronunce sui casi “pirate-bay e btjunkie”, l'inibizione dei siti illegali è lo strumento più efficace per contrastare gli illeciti e l'abusivismo in rete». La decisione della Corte di giustizia su ruolo dei Service Provider nel contrasto alla pirateria conferma che è possibile per la magistratura e gli organi amministrativi vigilanti, ordinare misure per inibire il blocco delle attività illecite agli intermediari ai sensi della Direttiva 2000/31» ha dichiarato il presidente di Fimi-Confindustria, Enzo Mazza.

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