Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’Europa è delle donne

BERLINO — Lauree e dottorati d’acciaio e un sorriso acqua e sapone, figlia di due mamme e 34enne felice madre della bimba avuta con il compagno Markus Räikkonen, Sanna Marin è il personaggio del momento, il volto della speranza. Per la Finlandia all’avanguardia nella gender equality come per tutto il mondo libero. Non solo perché ha vinto: la neopremier socialdemocratica finnica guida un centrosinistra-larghe intese tutto al femminile. Insieme ad altre 4 signore, ognuna sia leader di uno dei partiti della coalizione sia titolare di uno dei ministeri- chiave. Trent’anni dopo la caduta del Muro e la rivoluzione di velluto, ecco la pacifica postmoderna rivoluzione finlandese. Chiunque nel mondo debba parlare con Helsinki, anche leader con le atomiche come Trump o Macron, Putin o Xi Jinping, dovrà trattare con un fortissimo team tutto femminile.
«Abbiamo davanti un sacco di lavoro per ristabilire fiducia nel Paese », ha esordito Sanna con rigore nordico. La squadra delle “magnifiche cinque” ha ogni donna giusta al posto giusto. Li Andersson, 32 anni, popolarissima superministra dell’Istruzione e leader della sinistra radicale; Katri Kulmuni, coetanea di Li, vicepremier e numero uno del Centro. Maria Ohisalo, 34, Verde, agli Interni, un’infanzia povera con un padre etilista, plurilaureata, sposata con Miika Johansson. Anna-Maja Henriksson, 55, alla Giustizia e alla guida dello Rkp, il partito liberal dell’influente minoranza svedese. Politica sociale e solidale, più spese per crescita, occupazione, giovani, eccellenze, lotta a ogni disuguaglianza sono le idee-forza che uniscono le “magnifiche cinque” di origini politiche eterogenee. E un modo diverso di fare politica, ascoltando i cittadini e guardando alle loro realtà, non a voglia di potere.
Per la Finlandia, dove le donne votano già dal 1907 e guidano molte aziende chiave, non è una sorpresa, per il mondo sì. E insieme, Helsinki è avanguardia e punta dell’iceberg di una dinamica nuova, sempre più diffusa in Europa. Ursula von der Leyen guida la Commissione europea con tre vice donne e una supergiudice anticorruzione ieri perseguitata in patria ma oggi temutissima, la romena Laura Codruta Kövesi. Christine Lagarde tiene il timone alla Banca centrale europea. Un’onda lunga trasversale, contagia ogni schieramento. Centriste o liberalconservatrici sono la cancelliera tedesca Angela Merkel e la premier norvegese Erna Solberg, la serba Ana Brnabic e la presidente croata Kolinda Grabar-Kitarovic o la sua pari grado estone Kersti Kaljulaid. Progressiste o riformatrici si dichiarano la presidente slovacca Zuzana Caputová e la premier verde islandese Katrín Jakobsdóttir, la leader del Mouvement reformateur e neocapo di governo belga Sophie Wilmès. Scelte comuni per tutte: europeismo, lotta alla corruzione, Stato di diritto, ambiente. E anche: lotta a nazionalismi e intolleranza, determinazione a dare priorità alle giovani generazioni di oggi e di domani.
A lungo, l’Europa e il resto del mondo non si sono accorti di questa graduale marcia democratica . Adesso, nell’eterna guerra di ruoli tra i generi qualcosa è cambiato in modo profondo: da Reykjavík a Belgrado, da Helsinki a Bruxelles, fino alla lontanissima Nuova Zelanda bietnica e bilingue di Jacinda Ardern, non è crollata la cortina di ferro bensí il “tetto di cristallo” del potere maschile. Con potere reale, non mere svolte di facciata. Da posizioni politiche spesso diverse, altri approcci e altri sguardi al mondo in cui viviamo, altre idee sul rapporto tra cittadini governanti e governati cominciano a dominare in molti piani alti, in molte “stanze dei bottoni”. Accende speranze.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Torna l’incubo della crescita sotto zero, con l’Europa che teme di impiantarsi nuovamente nel qu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il chief executive officer uscente di Ubs, il ticinese Sergio Ermotti, saluta la banca con cifre del...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le quotazioni di Borsa di Mediobanca a ottobre si sono attestate a 6,88 euro di media con scambi gio...

Oggi sulla stampa