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L’Europa fa i conti delle chiusure. Italia, debito pubblico oltre il 158%

«L’Europa sta sperimentando uno choc senza precedenti dalla Grande Depressione». Il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, ha presentato le Previsioni economiche di primavera della Commissione europea, che tengono conto dell’impatto del lockdown deciso per contenere il diffondersi del coronavirus: in tutti gli Stati membri c’è un crollo del Pil e un aumento considerevole del debito pubblico, anche se in misura differente da Paese a Paese (l’Italia arriverà al 158,9% del Pil). Ma è soprattutto la velocità della ripresa nel 2021 che sarà diversa, rischiando di mettere in crisi l’unità del mercato interno.

Nel 2020 la crescita dell’Eurozona crollerà del 7,7% mentre quella dell’Ue nel suo insieme del 7,4%. La caduta del Pil dell’Italia è stimato per quest’anno del 9,5% (peggio di noi fa solo la Grecia, -9,7%), della Francia dell’8,2%, della Germania del 6,5%. Nel 2021 tutti riprenderanno a correre: il Pil dell’Eurozona +6,3%, dell’Italia +6,5%, della Francia +7,4%, della Germania +5,9%. Entro la fine del 2021 solo l’attività economica di Germania, Austria, Croazia, Slovacchia e Polonia sarà tornata ai livelli pre-coronavirus. Invece il livello della produzione di Italia, Spagna e Olanda resterà, in base alle stime, sotto del 2% rispetto a fine 2019. «Tra i Paesi più grandi — ha spiegato Gentiloni — l’Italia è stata colpita per prima e con più forza, con le misure di contenimento che ora cominciano ad essere rimosse gradualmente, l’economia comincerà la ripresa dalla seconda metà del 2020. Ma si prevede che la ripresa italiana prenderà più tempo che negli altri Paesi».

Dai dati si vede un’Europa spaccata in due: il debito pubblico esplode tra i Paesi del Sud, che erano già più indebitati. La Francia passerà dal 98,1% del 2019 al 116,5% di quest’anno. La Spagna dal 95,1% al 115,6%, il Portogallo dal 117,7% al 131,6%. L’Italia avrà il debito più alto dietro alla Grecia (196,4%). In questo gruppo si inserisce anche il Belgio che passerà dal 98,6% al 113,8%. Il debito dell’Olanda, invece, passerà dal 48,6% al 62,1%, e quello della Germania dal 59,8% al 75,6%. Quanto al deficit sul Pil, in Italia salirà all’11,1% (per scendere al 5,6% nel 2021), in Spagna al 10,1%, in Francia al 9,9%. Il deficit tedesco salirà al 7% ma nel 2021 sarà dell’1,5%. È evidente che la percezione dell’«urgenza» di un Recovery Fund non è uguale in tutti gli Stati Ue. La Commissione si è sforzata, invece, di far capire che tutti i Paesi sono colpiti dalla crisi: «La Germania subirà la sua recessione più profonda dal Dopoguerra», ha detto Gentiloni pur ricordando che Berlino subirà una contrazione inferiore rispetto agli altri.

Le prossime tappe

Il commissario Ue: la

proposta del Recovery Fund arriverà nelle prossime settimane

Sulle Previsioni di primavera la Commissione sta costruendo la proposta di un Fondo per la ripresa, agganciato al bilancio Ue 2021-2027. La presentazione era attesa per ieri e invece avverrà «nelle prossime settimane». Non sono poche le divisioni tra gli Stati su come intervenire, se attraverso prestiti o trasferimenti, e con che tempistica. Il presidente del Parlamento Ue David Sassoli ha ribadito ieri che «è urgente trovare un accordo sul Piano di ripresa e sul prossimo bilancio pluriennale» e che «il Parlamento vuole essere protagonista insieme alle altre istituzioni». I tempi sembrano allungarsi. Per ora l’unico strumento certo sembra la nuova linea di credito del Mes per spese legate al Covid, che dovrebbe essere finalizzata nell’Eurogruppo di venerdì. Un «template response plan» sostituirà il Memorandum d’intesa, l’accesso avrà una condizionalità «light» uguale per tutti gli Stati, «light» anche la supervisione della Commissione.

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