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«L’Europa completi l’Unione bancaria»

BERLINO Ancora una volta, è Mario Draghi a indicare la prospettiva all’Eurozona e all’Unione Europea. In giornate in cui il Vecchio Continente sembra in piena confusione e attraversato da divisioni, il presidente della Banca centrale europea ieri ha tenuto un discorso che è un’àncora di concretezza sul come si può andare avanti. E, soprattutto, dà una spinta politica che i governi non potranno ignorare.
Parlava – a Francoforte – di un tema che può sembrare specifico, l’Unione bancaria. L’ha usato per costruirci attorno una teoria dell’euro, se non dell’Europa. Innanzitutto, ha detto che va completata. Ora ha due gambe: la supervisione unica delle banche, in capo alla Bce, e il meccanismo di risoluzione delle crisi. Manca l’assicurazione europea dei depositi. «Perché il denaro sia veramente uno – ha detto – ci servono tutte e tre». E ha chiarito. Non ci può essere una valuta unica senza un sistema bancario unico. Il denaro, per essere uno, occorre che sia uguale ovunque indipendentemente dalla sua forma e da dove sta. Dal momento che i depositi bancari «sono la forma di denaro più diffusa, devono ispirare lo stesso livello di fiducia ovunque siano ubicati». Devono quindi avere lo stesso livello di protezione, in Italia come in Germania, in Grecia come in Olanda. Questo è il senso dell’assicurazione unica europea sui depositi bancari.
Per quanto logica, la realizzazione di questa terza gamba è controversa. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble non è tranquillo all’idea che i tedeschi debbano dare garanzie per sistemi bancari che ritiene deboli. E la Bundesbank ha di recente ribadito che nella pancia di molte banche ci sono troppi titoli di Stato conteggiati a rischio zero mentre non lo sono. Qualche forma di compromesso andrà trovata. Le argomentazioni portate da Draghi, però, sono piuttosto forti. Già abbiamo fatto l’errore, quando è stato lanciato l’euro, di lasciare a metà l’architettura che doveva sostenerlo, con il risultato di lasciarlo vulnerabile agli choc – ha detto. Ora non possiamo rifare lo stesso sbaglio. Non solo.
Draghi parlava in occasione del primo anniversario della creazione del Meccanismo unico di supervisione (Ssm) bancaria. E ha detto che esso è essenziale non solo per garantire un’unicità della valuta, uguale in ogni Paese, ma anche fondamentale per il mercato unico, grande caposaldo della Ue. Per garantire che rimanga in essere, servono però istituzioni. «E l’Ssm è una di queste istituzioni». La quale ha l’obiettivo di rendere sicure le banche «affinché» possano finanziare investimenti, innovazione, crescita. Allo stesso modo, un supervisore unico è necessario «affinché» il mercato unico bancario non sia messo in discussione. In un passaggio interessante, ha aggiunto che l’istituzione è «aperta alla partecipazione dei Paesi che non sono nell’area euro»: un invito, di fatto, al Regno Unito e al suo portentoso mercato bancario e finanziario a legarsi maggiormente all’Eurozona.
Un Draghi pienamente «politico». Che infatti ha anche detto che lo stesso approccio vale in altri campi, ad esempio nella creazione dell’Unione dei mercati dei capitali, che «necessita di essere realizzata in pieno e nei tempi più veloci concretamente possibili». Velocemente perché le incertezze di oggi limitano gli investimenti nel breve e nel lungo periodo, in particolare in una fase in cui «un treno di riforma apparentemente senza fine non è molto favorevole a ridurre l’incertezza». La soluzione che prefigura Draghi è un altrettanto forte messaggio ai governi: «Specificare cosa vogliamo cambiare, chiarire il calendario per farlo, e poi farlo». Così come è accaduto per il meccanismo di supervisione, che molti dicevano non si sarebbe realizzato. Invece non solo è stato creato ma è anche diventato «l’unità di misura con la quale possiamo ora giudicare altri risultati». A Francoforte era presente anche il commissario europeo responsabile della Regolazione, Jonathan Hill: ha detto che procederà, già entro l’anno, a tentare di raggiungere un accordo tra Paesi sullo schema di protezione unica dei depositi, la terza gamba dell’Unione bancaria. Non tutto è caos, nella Ue.

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