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L’Europa cerca l’intesa per tassare i giganti Usa del web

Intanto c’è l’accordo sullo scambio automatico di informazioni sui redditi guadagnati dai venditori sulle piattaforme digitali a partire dal 2023. I ministri finanziari dei 27 Paesi Ue hanno confermato l’intesa sulla direttiva per la cooperazione amministrativa nel settore fiscale (Dac7). «Un importante passo avanti contro evasione ed elusione fiscale», ha commentato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri su Twitter. L’obiettivo che sta portando avanti da tempo la Commissione europea è arrivare a «una tassazione equa per tutti», ha detto il vicepresidente Valdis Dombrovskis al termine dell’Ecofin: bisogna «estendere anche alle piattaforme digitali le regole sulla trasparenza fiscale». Sulla web tax c’è grande aspettativa, anche perché dovrebbe essere una delle nuove risorse proprie che alimenterà il prossimo bilancio dell’Unione. Bruxelles punta a una soluzione multilaterale: l’Ocse sta cercando di trovare un accordo a livello internazionale sulla tassazione delle imprese digitali e su una aliquota minima a livello mondiale. Ma se non dovesse arrivare un’«intesa globale in sede Ocse-G20 entro il primo semestre 2021», ha avvertito in più occasioni il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni, Bruxelles presenterà una proposta per una digital tax europea. Uno degli ostacoli all’accordo è stata l’amministrazione Trump. Ora Bruxelles spera nel nuovo presidente Joe Biden. Una fonte diplomatica spiegava nei giorni scorsi che l’idea è di affrontare il tema a livello di leader nel Consiglio europeo di marzo, in questo modo l’amministrazione Biden avrà il tempo di mostrare il proprio orientamento. Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ieri al termine dell’Ecofin ha detto che «l’Italia è determinata a fare della tassazione dei giganti digitali uno degli elementi prioritari della sua presidenza del G20». La guida dell’Italia, l’insediamento della nuova amministrazione Usa e l’apertura da parte di alcuni ceo delle Big Tech, «mi portano a credere — ha detto — che gli elementi siano allineati affinché si arrivi a metà del 2021 a una soluzione internazionale a livello Ocse non solo sulla web tax ma anche sulla tassazione minima» per le multinazionali.

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