Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’Europa: bene l’Italia sulle riforme

Dall’Europa arriva una prima significativa apertura al piano di bilancio del governo, che prevede un aggiustamento più graduale nel tempo, ed il raggiungimento del pareggio strutturale nel 2017. «Gli impegni presi dall’Italia con il Documento di Economia e Finanza sono ampiamente in linea» con le indicazioni della Ue, ha detto ieri a Roma il vicepresidente della Commissione, e responsabile per l’euro, Valdis Dombrovskis, a margine di un incontro con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. 
«C’è la possibilità che l’Italia nel 2016 possa avvalersi della clausola di flessibilità legata all’attuazione delle riforme», ha aggiunto Dombrovskis, secondo il quale il governo è libero di disporre come vuole di eventuali “tesoretti”, «purché gli obiettivi di bilancio siano rispettati».
Le valutazioni puntuali della Commissione Ue sul nuovo Def arriveranno solo il mese prossimo, sulla base delle previsioni economiche di primavera, ma già ieri Padoan sottolineava come tra Italia e Commissione ci fosse «una forte identità di vedute sulla strategia per la crescita e la finanza pubblica, che prevede l’equilibrio strutturale di bilancio nel 2017 e, nominale, nel 2018».
Il piano delineato nel Def prevede un allentamento della stretta al bilancio impressa negli anni scorsi, liberando così risorse per le riforme e la crescita, che Padoan sostiene «sarà via via più sostenuta». Gli obiettivi di deficit restano quelli concordati ad ottobre con la Ue, ma il governo sostanzialmente spenderà le maggiori risorse che derivano dal miglioramento della congiuntura. Per il 2015, con il deficit confermato al 2,6%, è già maturato un bonus da 1,65 miliardi di euro, che nel 2016, con la clausola per le riforme che consentirà di limitare la correzione dei conti ad uno 0,1% del Pil, salirà a 6,6 miliardi di euro, e servirà a coprire una parte dei 16 miliardi dovuti all’aumento dell’Iva che il governo vuole evitare.
Il tesoretto di quest’anno, ha detto Dombrovskis, «potrà essere usato per alcuni interventi prioritari, la cosa importante è che siano rispettati gli obiettivi di bilancio di quest’anno e del prossimo». Per l’attivazione della clausola nel 2016, «dobbiamo vedere la domanda precisa del governo per valutare: non esiste una vera e propria clausola di flessibilità, ma si tratta di un elemento per aumentare gli investimenti o facilitare le riforme strutturali».
L’agenda del governo Renzi ne è sempre più piena, e la Ue apprezza. «L’Italia ha ancora un debito molto alto, una produttività che cresce con lentezza e troppi disoccupati. Apprezziamo che lo sforzo per le riforme in Italia abbia guadagnato velocità. Si tratta di riforme ambiziose, ma sono fiducioso che il governo riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi» ha detto il commissario, sottolineando in particolare la riforma del mercato del lavoro. Ma anche i progressi annunciati sulla riduzione del debito pubblico. «Il debito diminuirà l’anno prossimo ed è importante che questo lavoro continui» ha detto Dombrovskis. Secondo il governo, già nel 2016 l’Italia rispetterebbe la nuova regola Ue che impone la riduzione del debito eccedente il 60% del Pil.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa