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L’Europa accusa il gigante Google: è contro il mercato

BRUXELLES
L’Antitrust Ue ha esteso le sue accuse di presunto abuso di posizione dominante alla multinazionale della rete Google, che ha quartier generale a Mountain View in California. Lo ha annunciato il commissario Ue per la Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, confermando l’inizio di una nuova procedura sul sistema operativo Android, che avrebbe assunto una dimensione quasi monopolistica in Europa.

A Bruxelles contestano a Google di imporre di fatto ai produttori di telefonia mobile e tablet di pre-installare motori di ricerca e applicazioni della multinazionale di Mountain View, penalizzando «prodotti analoghi» dei concorrenti. Google ha replicato cercando il dialogo con l’Antitrust Ue, che ha il potere di applicare maxi-multe fino al 10% del fatturato. «Saremo felici di lavorare con la Commissione europea per dimostrare che Android è un bene per la concorrenza ed è un bene per i consumatori», ha comunicato il vicepresidente di Google Kent Walker.

Vestager ha spiegato come il suo dovere sia tenere sotto controllo il colosso di Mountain View, perché«circa l’80% degli apparecchi usati in Europa hanno il sistema operativo Android» e perché «le pratiche di Google sono rilevanti per la mole di traffico sulla rete Internet» dato che «smart-phone e tablet hanno un ruolo e un uso sempre maggiore nella vita di tutti i giorni» .

La responsabile danese dell’Antitrust Ue ha specificato che la sua inchiesta è solo all’inizio. Google ha 12 settimane di tempo per presentare le sue controdeduzioni, in forma scritta e potendo chiedere anche una audizione orale.

«Prendiamo seriamente queste preoccupazioni – ha affermato Walker -. Tuttavia crediamo che il nostro modello di business permetta ai produttori di mantenere costi bassi e una elevata flessibilità, consentendo ai consumatori di avere un controllo senza precedenti sui propri dispositivi mobili». Associazioni di produttori di applicazioni si sono schierate con Mountain View perché Android avrebbe il vantaggio di essere un sistema aperto, a differenza di quello chiuso dell’altra multinazionale californiana Apple.

L’anno scorso Vestager aveva messo nel mirino Google perché avrebbe abusato della sua posizione dominante per favorire i suoi servizi nelle ricerche su internet. Da allora è sceso in campo il governo degli Stati Uniti, che ha accusato la Commissione europea di utilizzare la normativa Antitrust come strumento protezionistico a vantaggio delle imprese europee, spesso in ritardo nelle alte tecnologie rispetto a quelle Usa. «Difendere le imprese europee non è il nostro lavoro – ha replicato Vestager -. Noi assicuriamo il rispetto delle regole Ue».

Ivo Caizzi

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