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L’Eurogruppo dice sì agli impegni di Roma sui conti

L’Eurogruppo dei 19 ministri finanziari ha approvato l’accordo tecnico tra il governo italiano e la Commissione Ue sui conti pubblici per 2019 e 2020. Il presidente portoghese dell’Eurogruppo Mario Centeno ha parlato di «enorme consenso», anche in relazione alle «difficoltà sulle misure» da attuare e «sull’impegno dell’autorità italiana». Il commissario Ue francese Pierre Moscovici, che ha condotto il negoziato con il ministro dell’Economia Giovanni Tria, ha confermato «una approvazione generale senza eccezioni». Tria ha garantito gli impegni futuri sul contenimento del maxi debito, specificando che «ciò che stiamo facendo è semplicemente ciò che dobbiamo fare per l’economia italiana, per stabilizzare il debito, non è soltanto rispondere a ciò che ci chiede l’Europa: lo facciamo fino a quando pensiamo coincida con gli interessi italiani». Moscovici ha auspicato, per la prossima verifica in ottobre, un accordo «più spontaneo» di quelli conclusi ai primi di luglio e nel dicembre scorso. Ma il governo Tsipras, che ha perso le elezioni in Grecia dopo aver attuato le raccomandazioni Ue, ha aperto una riflessione politica.

Il ministro dell’Economia ha ribadito di procedere verso una riduzione delle tasse per la classe media con la flat tax, da riequilibrare con maggiore ricorso alle imposte indirette (tipo l’Iva sui consumi di lusso). «Sono sempre stato convinto che l’imposizione fiscale vada riequilibrata riducendo la fiscalità diretta a favore delle imposte indirette», ha spiegato Tria, ricordando che questo «fa parte anche di una vecchia raccomandazione europea e di studi fatti all’Ocse perché in questo modo si facilita la crescita». Ha aggiunto che il progetto di mini-Bot del presidente della commissione Bilancio della Camera, il leghista Claudio Borghi, è solo in discussione e che inviterà il promotore «a cena» per parlarne. Da Roma i tecnici del Senato hanno avanzato dubbi sulle risorse congelate a garanzia dei risparmi su Reddito di cittadinanza e Quota 100.

I ministri hanno concordato di appoggiare un candidato comune europeo per guidare il Fmi al posto della francese Christine Lagarde, scelta dai capi di governo per succedere a Mario Draghi al vertice della Bce. Proprio Draghi godrebbe del consenso generale, se fosse flessibile il limite Fmi di età a 65 anni. Negoziati informali sono avvenuti anche sull’attribuzione dei portafogli economici ai futuri commissari Ue.

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