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L’eurocrisi fa crollare Milano e Roma nella classifica mondiale delle città più care

ROMA — Milano e Roma scendono in classifica e almeno stavolta, grazie anche alla crisi, non è una cattiva notizia. La più completa graduatoria sul costo della vita in oltre 200 città di tutto il mondo, stilata da Mercer, spinge le città italiana verso la parte più “fredda” della hit dei prezzi.
Questa particolare classifica che tiene conto di un paniere di 200 prodotti, dall’affitto di un appartamento ai trasporti fino agli alimentari — prendendo come base di riferimento il costo della vita di New York — simula lo spostamento di un dipendente di una società da una città ad un’altra calcolandone il costo “vivo” del suo mantenimento. Ecco quindi che Tokyo nel 2012 risulta la città più costosa al mondo per gli espatriati mentre al capo opposto chiude Karachi, che risulta essere la più economica per uno “straniero”.
Emerge prepotente l’impatto che la crisi economica e finanziaria ha soprattutto sull’Europa: molte città del Continente sono scese nell’elenco e oggi hanno costi confrontabili con i Paesi emergenti mentre, al contrario, guadagnano posizioni le rappresentanti asiatiche e ancor di più quelle di Australia e Nuova Zelanda. L’Italia, di conseguenza segue il flusso negativo: Roma si classifica al 42esimo posto (su 214 città)
perdendo otto posizioni rispetto all’ultima ricerca effettuata nel 2011 (era 34esima) mentre Milano, che compie un mezzo miracolo perdendo addirittura tredici posizioni, scende dal 25esimo al 38 posto. Ad esempio, vivere a Milano oggi costa quanto Lagos in Nigeria (che avanza di due posizioni al 39esimo posto), Bamako (Mali, che salta ben 24 posizioni) o Abidjan in Costa D’Avorio che sale dal 67esimo al 41esimo posto per carovita.
Allo stesso modo Roma si adegua alla crisi e a sorpresa, vede scendere i prezzi richiesti ad un residente nella Capitale all’altezza di quelli di un cittadino di Brazzaville (Congo), città che ha scalato ben 12 posti rispetto allo scorso anno. Costo della vita più morbido anche nel resto dell’Europa monetaria: Parigi lascia la 27esima posizione per scendere al 38esimo; Vienna va dal posto 36 del 2011 al 48 del 2012; Amsterdam al 57esimo dal 50esimo. Anche Bruxelles innesta la retromarcia (dalla piazza 62 alla 71). Rotolano perdendo in media 15 posizioni, tutte le capitali della crisi che sta piegando le periferie dell’Eurozona, da Dublino (da 58 a 72), ad Atene (da 53 a 77) fino a Madrid (da 60 a 78), Barcellona (85 dal 66esimo del 2011) e Lisbona (da 86 a 108). Anche Londra (passata dal 18esimo al 25esimo posto) paga lo scotto della crisi e ammorbidisce le richieste per beni e servizi forniti ai residenti.
La debolezza dell’euro piega pure la Germania, che segue il trend di contrazione del costo della vita e si conferma come il Paese dove in Europa si vive spendendo molto meno: Francoforte perde 15 posti (oggi all’88esimo); Monaco (78) e Dusseldorf (104) perdono 12 posti rispetto allo scorso anno mentre Berlino fa il record di caduta passando dal posto 86 al 108. Il Giappone si conferma carissima: Tokyo al primo, Osaka al terzo e Nagoya al decimo posto, Singapore guadagna due posti e arriva al sesto, mentre Melbourne, Shanghai e Pechino si presentano allineate rispettivamente al 15esimo, 16esimo e 17esimo.

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