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L’euro tiene dopo il test elettorale

Gli esperti non hanno dubbi: in casi di turbolenza finanziaria il primo mercato da osservare è il Forex, quello delle valute, perché è il più liquido al mondo. Quello che prima di tutti è in grado di specchiare le novità che arrivano dal mondo economico. Così, ieri mattina alle primissime ore in Italia (quando veniva ufficializzata la vittoria del partito di estrema sinistra greco Syriza alle elezioni parlamentari di Atene) gli occhi degli operatori sono andati sul cambio euro/dollaro. I primi movimenti in Australia (il primo mercato ad aprire per ragioni tecniche di fuso orario) hanno visto un calo dello 0,5%. Si è allora capito che la vittoria del giovane politico Alexis Tsipras, contrario al memorandum firmato con la Troika e in senso stretto al prolungamento dell’austerità, non avrebbe creato terremoti e contagi. Neppure quando all’alba italiana l’euro scendeva fino a 1,1098 dollari, minimo dal settembre 2003. Nel corso della giornata sono addirittura tornati gli acquisti con l’euro che si è apprezzato sul dollaro a quota 1,128, superando i livelli di venerdì (1,116). Come mai? Dopo aver comprato dollari e venduto euro per diverse sedute gli investitori si sono dedicati alle prese di beneficio. Il risultato finale è stato che la moneta comune, nel giorno in cui le Cassandre ipotizzavano un brusco calo, si è persino risollevata sulla moneta svizzera risalendo sopra la parità fino a un massimo di 1,0112 franchi, segnando un rialzo del 3%, il maggiore dallo sganciamento della divisa elvetica dall’euro. 
Detto ciò, per quanto l’euro abbia già perso l’8% da inizio anno sul dollaro, gli investitori ipotizzano nuovi cali fino anche alla parità con il dollaro. E in questo trend poco c’entra la Grecia che al momento non preoccupa i mercati perché viene scontato lo scenario in cui il nuovo governo, per quanto il leader Tsipras spesso abbia pronunciato frasi sovversive, dovrebbe alla fine trovare un accordo con la Troika che non peggiori i rapporti internazionali. Solo in caso contrario la tenuta dell’euro potrebbe essere messa in discussione e, di conseguenza, anche la sua quotazione. In ogni caso resta un dubbio per i mercati, un punto delicato ancora da chiarire: come farà Tsipras a trovare un accordo sul debito e sullo stop all’austerità senza creare allo stesso tempo un precedente all’interno dell’Eurozona che potrebbe essere emulato anche da altri Paesi in difficoltà, innescando una spirale di “moral hazard” che non gioverebbe neppure alle quotazioni dei bond governativi europei? Ma al momento i mercati non scontano una turbolenza del genere e per questo ieri l’euro ha tenuto botta.
Ciò non significa però che l’euro non sia destinato ad affievolirsi ancora un po’ sul dollaro, per effetto delle differenti politiche monetarie. La Bce si avvia a stampare 1.140 miliardi in 19 mesi, la Fed ha chiuso i rubinetti dopo cinque anni e si avvia, seppur molto lentamente, ad alzare i tassi. Oggi, a tal proposito, inizia il consiglio di due giorni dalla Banca centrale degli Stati Uniti e domani sera scopriremo se, come pare, intende rimandare a dopo l’estate, la stretta monetaria.

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