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Lettere d’intento con le vecchie regole

Lettere d’intento ancora con le vecchie regole per questo ultimo scorcio di 2014. L’impossibilità pratica di applicare le nuove disposizioni (articolo 20 del Dlgs 175/2014) nei tempi statuiti dal legislatore porta, di fatto, a riconoscere ancora efficacia ai comportamenti con la disciplina pre-modifiche, anche per evitare di bloccare le operazioni con l’estero.
L’impatto
Il Dlgs 175/2014 modifica la procedura gli acquisti non imponibili da parte degli «esportatori abituali» e prevede che siano questi ultimi (e non i loro fornitori) a trasmettere alle Entrate i dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento. La controparte dell’esportatore abituale, in base alle nuove disposizioni, manterrà alcuni obblighi già vigenti (tenuta e aggiornamento del registro per le dichiarazioni ricevute ed indicazione degli estremi delle stesse nelle fatture emesse applicando il regime di non imponibilità), a cui si aggiungeranno i nuovi, quali il riscontro telematico dell’avvenuta presentazione della comunicazione all’Agenzia da parte del proprio cliente e il riepilogo, in dichiarazione Iva annuale, dei dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento ricevute.
La decorrenza
Le nuove norme si applicano «alle dichiarazioni d’intento relative ad operazioni senza applicazione dell’imposta da effettuare a decorrere dal 1° gennaio 2015» (articolo 20, comma 3, del Dlgs 175/2014). Materialmente, però, è impossibile dato che la stessa disposizione prevede un provvedimento attuativo dell’Agenzia da emanare entro il 13 marzo 2015 e occorre rispettare l’articolo 3 dello Statuto del contribuente (legge 212/2000), in base al quale «in ogni caso» le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti con scadenza fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione.
La preoccupazione degli addetti ai lavori, sicuramente non immaginabile quando è stata prevista la norma, si comprende considerando che una buona parte delle dichiarazioni d’intento a valere sull’anno successivo viene predisposta e inviata alla controparte nel mese di dicembre, in modo che già i primi acquisti di gennaio possano fruire della non imponibilità. In attesa del provvedimento e della sua efficacia, se si seguisse il dettato normativo alla lettera l’invio delle dichiarazioni relative alle operazioni da porre in essere dal prossimo 1° gennaio sarebbe impossibile. Ma gli scambi non si possono fermare in attesa dei tempi tecnici legati alle procedure. Pertanto, salvo che le novità non siano già pronte e si decida di derogare allo Statuto, le dichiarazioni che gli esportatori abituali stanno predisponendo e invieranno nei prossimi giorni avranno piena validità, rendendo possibile la fatturazione non imponibile degli acquisti dei primi mesi del nuovo anno.
Le dichiarazioni saranno ancora comunicate all’Agenzia dai fornitori (ossia chi le riceve) con le modalità finora seguite. Solo quando tutti gli elementi per l’applicazione della nuova disciplina saranno perfezionati ed efficaci (compresi software, specifiche tecniche e istruzioni), le norme ridisegnate saranno operative e le comunicazioni cambieranno mittente.
L’Agenzia dovrà anche chiarire se le precedenti comunicazioni manterranno efficacia o se verrà richiesto di ripresentarle sulla base delle nuove procedure. La prima soluzione sarebbe sicuramente più semplice anche se, di fatto, comporterebbe che per tutto l’anno 2015 sarebbero possibili cessioni non imponibili basate su dichiarazioni d’intento trasmesse secondo le regole precedenti. Se questa fosse l’opzione prescelta dal provvedimento, andrebbe specificato quali operazioni derivanti da dichiarazioni d’intento andranno riepilogate nel modello Iva 2016: tutte o solo quelle trasmesse dal cessionario.

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