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Lettere d’intento a doppia via

Le dichiarazioni d’intento inviate con le vecchie modalità, se destinate a produrre effetti solo fino all’11 febbraio 2015, non dovranno essere trasmesse all’agenzia delle entrate né dall’esportatore abituale, né dai fornitori; se hanno invece validità oltre tale termine, l’esportatore abituale ha l’obbligo di adeguarsi alla nuova procedura, trasmettendole all’agenzia e, a partire dal 12 febbraio 2015, il fornitore dovrà accertarsi che l’adempimento sia stato eseguito. Lo ha chiarito l’agenzia delle entrate ieri rispondendo ad una domanda nel corso del forum sulle novità 2015.

L’art. 20 del dlgs n. 175/2014, in vigore dal 13 dicembre scorso, ha modificato gli adempimenti in materia di acquisti in sospensione d’Iva, sopprimendo l’obbligo per i fornitori degli esportatori abituali di inviare all’agenzia delle entrate i dati delle dichiarazioni d’intento e prevedendo l’obbligo, per gli esportatori, di trasmettere telematicamente all’agenzia le dichiarazioni stesse prima di inviarle ai fornitori insieme alla ricevuta di presentazione. I fornitori devono comunque verificare sul sito dell’agenzia che le dichiarazioni siano state effettivamente trasmesse. Le nuove disposizioni, secondo quanto prevede l’art. 20, si applicano alle dichiarazioni d’intento relative ad operazioni in sospensione d’imposta effettuate dal 1° gennaio 2015. A regime, il nuovo quadro è chiaro. Nella fase transitoria, però, è stata prospettata l’ipotesi di una “ultrattività” temporanea dell’obbligo di comunicazione dei dati delle dichiarazioni d’intento a carico dei fornitori. Vediamo perché.

Nel provvedimento del 12 dicembre 2014, l’agenzia delle entrate ha disposto che, pur applicandosi le nuove regole alle operazioni effettuate dall’1/1/2015, in ottemperanza allo statuto del contribuente, secondo cui tra l’introduzione di modifiche normative degli adempimenti e la loro concreta attivazione devono passare almeno sessanta giorni, fino all’11 febbraio 2015 gli operatori possono consegnare o inviare le dichiarazioni d’intento ai loro fornitori secondo le previgenti modalità, senza obbligo per i fornitori di verificarne l’avvenuta trasmissione all’agenzia. Se però tali dichiarazioni sono destinate ad esplicare effetto anche per operazioni successive alla predetta data, a partire dal 12 febbraio 2015 scatta l’obbligo di allineamento alle nuove disposizioni, per cui:

– i dichiaranti sono tenuti a trasmetterle all’agenzia in via telematica

– i destinatari sono tenuti a riscontrarne l’avvenuta trasmissione.

E’ stato sollevato il dubbio che per le dichiarazioni d’intento consegnate con le vecchie modalità, che esauriscono gli effetti l’11 febbraio e che quindi non vengono trasmesse all’agenzia, i fornitori debbano inviare la comunicazione dei dati prevista dalla normativa previgente. L’agenzia ha escluso la sopravvivenza di questo obbligo, chiarendo che il fornitore, in tale ipotesi, non è tenuto a trasmettere le dichiarazioni all’agenzia, ma solo a conservarle (peraltro, nella dichiarazione annuale dell’anno prossimo, dovrà riportare i dati delle dichiarazioni d’intento).

Si può osservare, inoltre, che se anche le dichiarazioni d’intento consegnate con le vecchie modalità fossero state rilasciate per l’intero 2015, qualora non siano effettuate operazioni in sospensione dopo l’11 febbraio, l’eventuale mancato adeguamento alle nuove regole può rilevare come violazione formale per l’esportatore abituale, mentre nulla può essere imputato al fornitore.

Operazioni straordinarie

Il nuovo modello di dichiarazione d’intento approvato dall’agenzia delle entrate con il suddetto provvedimento, nell’ambito del quadro A, contiene la casella “operazioni straordinarie”. Al riguardo, l’agenzia ha chiarito ieri che si tratta delle operazioni che possono determinare un trasferimento di plafond tra i soggetti interessati ad un’operazione straordinaria, per esempio l’affitto d’azienda, il conferimento, la fusione anche nel caso di trasformazione. Ai fini in esame, quindi, la nozione di operazione straordinaria non coincide con quella che si assume ai fini della struttura del modello di dichiarazione annuale, perché comprende anche l’affitto d’azienda (che ai fini della dichiarazione non è una trasformazione intersoggettiva). La barratura della casella, peraltro, non sembra necessaria se dall’operazione straordinaria non sia scaturito un trasferimento di plafond, essendo la finalità dell’informazione quella di segnalare in modo generico all’amministrazione finanziaria, nel caso in cui non sia stata ancora presentata la dichiarazione annuale, quali sono le tipologie di operazioni che hanno generato il plafond per gli acquisti in sospensione d’Iva.

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