Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Lettera del governo alla Ue: ecco le nostre riforme

Non passa giorno senza che Farnesina e Tesoro siano in contatto con la Commissione europea per spiegare a quest’ultima le ragioni dell’Italia mentre Bruxelles sta ultimando la sua valutazione del bilancio previsionale italiano per il 2015. Si rafforza l’ipotesi che l’esecutivo comunitario non chieda nuove misure di risanamento dei conti pubblici, ma in cambio della mano leggera possa esigere una accelerazione sul fronte delle riforme.
Secondo le ultime informazioni, il governo italiano sta preparando una lettera da inviare a Bruxelles e con la quale precisare le riforme che Roma ha adottato e intende adottare nel prossimo futuro (si veda il Sole 24 Ore di ieri). La lettera dovrebbe essere inviata al vertice della Commissione (presumibilmente il presidente Jean-Claude Juncker, il vice presidente incaricato dell’euro Valdis Dombrovskis e il commissario agli affari economici Piere Moscovici).
Nell’ottica italiana, la missiva deve servire a illustrare precisamente gli sforzi che il paese sta cercando di fare nel tentativo di modernizzare l’economia nazionale. La Commissione sta finalizzando la sua opinione sulla Finanziaria per il 2015. Il giudizio è previsto per lunedì 24 novembre. Il bilancio previsionale per l’anno prossimo è agli occhi di molti qui a Bruxelles debole perché non rispetterebbe pienamente gli impegni europei di risanamento dei conti pubblici.
In ottobre, la Commissione ha preferito non bocciare d’emblée la Finanziaria, nonostante la mancanza di «una azione effettiva» di riduzione del deficit richiesto dal Patto di Stabilità ai paesi con debito elevato. Bruxelles ha però ottenuto che l’aggiustamento strutturale del deficit salisse dallo 0,1% previsto dal governo allo 0,3% del prodotto interno lordo. Le regole europee, per un paese con un elevato debito pubblico, prevedono un aggiustamento di almeno lo 0,5%.
A Brisbane, il presidente Juncker e il premier Matteo Renzi si sono incontrati nel fine settimana scorso per discutere di risanamento dei conti e rallentamento dell’economia. L’Italia ne ha approfittato per spiegare quanto possa essere difficile ridurre il debito mentre il paese termina il terzo anno consecutivo di recessione. Bruxelles è sensibile alla posizione italiana e sarebbe pronta a non chiedere sforzi aggiuntivi di riduzione del disavanzo, purché vi sia una accelerazione sul fronte delle riforme.
Pur di strappare il benestare comunitario alla Finanziaria per il 2015 senza troppe critiche, il governo Renzi dovrebbe quindi inviare nelle prossime ore una lettera in cui riassume le riforme adottate e le riforme da adottare, così come lo stadio di approvazione e di applicazione delle diverse misure. Spazio dovrebbe essere riservato in particolare alla riforma del mercato del lavoro, ai decreti attuativi della delega fiscale, alla riforma della pubblica amministrazione, oltre che della giustizia civile.
La partita italiana è particolarmente complessa. Per evitare la richiesta di ulteriori misure di riduzione del deficit, l’Italia deve convincere l’intero collegio dei commissari, trovando una sintesi tra chi predilige la mano leggera e chi preferirebbe invece la mano pesante. Nel contempo, la stessa Commissione deve assumere un atteggiamento coerente nel valutare i diversi paesi della zona euro. Per esempio, assolvere l’Italia e punire la Francia, alle prese con una deriva dei conti, appare politicamente difficile.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non risultano reperite risorse a fronte del margine di 14,4 miliardi di maggior impieghi rispetto ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

In un report dal titolo che rimanda alle favole di La Fontaine — La cicala e la formica — , ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ufficializzazione di Andrea Orcel come ceo designato di Unicredit è avvenuta ieri pomeriggio al...

Oggi sulla stampa