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Letta: tasse giù con i soldi recuperati all’evasione

«Meno tasse con la lotta all’evasione ». Letta accende i motori della “Finanziaria” 2014 e, come primo atto, incontra per un pranzo di lavoro i tre leader di Cgil-Cisl-Uil. «Abbiamo cominciato a ragionare sulla Legge di Stabilità», ha spiegato il premier ai suoi collaboratori dopo l’incontro. Sul tavolo, oltre alle questioni dell’ingorgo fiscale Imu-Iva, anche il taglio delle tasse sul lavoro sul quale insistono i sindacati: «Ancora non si riesce a capire l’evoluzione della congiuntura. Decideremo a settembre sulla base delle evidenze aggiornate» ha sottolineato Letta ai suoi. Positive le reazioni delle organizzazioni dei lavoratori per l’esito del vertice:«C’è l’impegno del governo ad affrontare il tema fisco entro la stagione estiva», ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso. «Scongiurato l’aumento dell’Iva, dobbiamo arrivare ad una intesa su fisco e spese superflue», ha affermato Raffaele Bonanni, segretario della Cisl. «La vera riforma è ridurre le tasse sul lavoro», ha osservato Luigi Angeletti, a capo della Uil.
E sempre il fisco è stato al centro dell’incontro che Letta, accompagnato dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha tenuto con i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate. «Nel nostro Paese le tasse sono alte perché non tutti le pagano: l’impegno è di usare tutti i soldi che vengono dalla lotta all’evasione per abbassare le tasse», ha rilevato il premier, annunciando anche una «lotta senza quartiere ai paradisi fiscali». L’evasione – ha aggiunto – è «come il doping per i ciclisti», perchè droga la competitività di una nazione. Il premier ha anche presentato il progetto “Destinazione Italia” per favorire gli investimenti esteri con la semplificazione degli adempimenti fiscali. «Ci ostacola chi dilapida il denaro pubblico», ha osservato da parte sua il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera.
Il presidente del Consiglio ha poi annunciato un «rilancio della spending review », spiegando che «anche lo Stato deve rispettare le regole»: «Stop alla faciloneria nell’uso delle risorse pubbliche e all’azione delle lobby che presidiano le Commissioni parlamentari prese per stanchezzaalle due del mattino». Insomma, i contribuenti facciano la loro parte, ma la faccia anche lo Stato.
Tutto ciò mentre continuano a piovere dati in chiaroscuro sul Paese: il tema è il credit crunch. Secondo la Bankitalia nel terzo trimestre si andrebbe allentando la stretta al credito soprattutto per le famiglie, in seguito ad una condizione meno sfavorevole del mercato immobiliare. Anche per la Bce le condizioni di offerta del credito si starebbero ammorbidendo nel trimestre in corso. Infine, secondo l’Istat, a maggio le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,1% su aprile ma sono cadute dell’1,1% su base annua: si tratta dell’undicesima flessione consecutiva.
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