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Letta: “Per Alitalia alleanza internazionale”

Le anticipazioni diRepubblica sull’interessamento di Aeroflot per Alitalia e l’incontro avvenuto il 5 giugno a Palazzo Chigi tra il primo ministro Enrico Letta e il presidente di Cai Roberto Colaninno, hanno riportato l’attenzione sullo stato di salute del vettore e sulle alleanze.

«Stiamo studiando il caso Alitalia. Io ho sempre pensato che il futuro dell’azienda debba essere dentro una grande alleanza internazionale e questo pensiero lo porterò avanti anche oggi che sono presidente del Consiglio » ha detto ieri Letta. In un prossimo futuro, secondo il premier, la compagnia dovrà necessariamente appoggiarsi ad un partner industriale “forte” capace di fronteggiare la crisi mantenendo in piedi 22mila posti di lavoro. Al momento, ha precisato ancora il presidente del Consiglio, non siamo di fronte ad un allarme rosso: «Da quello che ho visto, dai primi dati disponibili, affronteremo questo tema senza inserirlo in una logica di emergenza. In prospettiva, però, occorre costruire un buon percorso che porti ad un’alleanza internazionale, fondamentale in un’epoca di globalizzazione».
Come nel 2007, dunque, riparte la caccia al socio industriale da affiancare alla ex compagnia di bandiera, oggi nelle mani di un gruppo di soci variegato e spesso in disaccordo sulle strategie da tenere. La cassa è quasi esaurita, i debiti superano il miliardo di euro e solo un miracolo del nuovo capo azienda Gabriele Del Torchio (incaricato dagli azionisti di trovare il partner entro l’anno) potrà invertire la rotta.
La linea aerea russa, quotata alla Borsa di Mosca, ieri ha smentito un interessamento per Alitalia, affidando la dichiarazione ad una portavoce, evitando però il ricorso ad una comunicazione scritta. Aeroflot, non ha commentato le voci insistenti su due incontri che si sarebbero svolti nelle scorse settimane.
La compagnia tricolore, dal canto suo, non ha smentito l’incontro tra Letta e Colaninno e non ha commentato le altre indiscrezioni, limitandosi a replicare che «Alitalia Cai si occupa di sviluppare le proprie attività industriali, incluse partnership operative con soggetti interessati; qualsiasi operazione sul capitale è di competenza di ciascun azionista». E quindi, «Alitalianon può in alcun modo commentare quanto pubblicato a proposito di Aeroflot». Sullo sfondo, probabilmente, alcuni soci di Cai continuano a muoversi senza attendere un (arduo) risanamento dei conti e iniziano a corteggiare eventuali partner cui cedere le proprie quote. Nel mirino delle società di consulenza incaricate di trovare un alleanza alternativa ad Air France, ai primi posti restano segnati i nomi di Thai Airways, Etihad e degli stessi russi. Tutti obiettivipossibili da qui a ottobre.
Sul tema dello stato di salute del vettore e delle possibili alleanze per salvarlo dal baratro, è intervenuto anche il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi: «Ho avuto diversi incontri con l’amministratore delegato di Alitalia Gabriele Del Torchio — ha spiegato — ma il governo non può intervenire sulle “voci”». Lupi, a proposito di Aeroflot ha posto l’accento sulla «alleanza con Air France, ancora oggi il primo interlocutore per il rafforzamento. In generale — ha concluso Lupi — è evidente che la nostra compagnia di bandiera, anche se privata, è un asset strategico per il Paese e il rafforzamento delle alleanze è un tema che un vettore come questo deve porsi». Lupi ha infine comunicato la proroga della cassa integrazione per i dipendenti Alitalia fino al 2018.
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