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Letta in trincea: «Serve stabilità»

Mancano ancora nove mesi alla presidenza italiana dell’Unione europea, ma ieri il presidente del Consiglio Enrico Letta ha compiuto una visita densa di appuntamenti qui a Bruxelles per tratteggiare già da ora le priorità dell’Italia nel secondo semestre del 2014. Mentre a Roma continua a dominare l’estrema incertezza politica, ai suoi interlocutori bruxellesi il premier ha voluto esprimere in questo modo fiducia sulla tenuta del suo governo.
Interpellato dalla stampa dopo un incontro con il presidente del Consiglio Herman Van Rompuy sul fatto se sia preoccupato o meno dall’andamento dello spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi, aumentato nelle ultime ore per via della crisi politica italiana, Letta ha risposto: «No perché sono sicuro che prevarrà il buon senso e tutti capiranno che ci vuole stabilità». La frase riflette per molti versi i colloqui che il premier ha avuto ieri sera, improntati alla fiducia, secondo uno dei partecipanti.
In un incontro con la stampa, Letta ha spiegato di avere illustrato a Van Rompuy, con cui ha avuto un lungo colloquio a quattr’occhi, «alcuni punti preliminari sulla prossima legge di stabilità, riconfermando la scelta di mantenere» il disavanzo «sotto il 3%, a conferma degli impegni presi con l’ultimo consiglio europeo ed evitando la creazione di nuovo deficit e nuovo debito». La prossima legge di stabilità, ha aggiunto il premier, «sarà molto basata su sviluppo, incentivi per il lavoro e crescita».
Il governo Letta ha annunciato in agosto la soppressione almeno parziale della tassa sulle proprietà immobiliari (Imu), rinviando all’autunno annunci sulla copertura finanziaria. Bruxelles è stata diplomatica: la Commissione si è detta fiduciosa che il governo manterrà i suoi impegni, lasciando intendere che in questo momento la stabilità politica è più importante della mera attuazione al millimetro delle raccomandazioni europee purché la direzione di politica economica venga rispettata.
«Il premier italiano – spiega un partecipante agli incontri di ieri – si è voluto fiero dell’accordo raggiunto sull’Imu e fiducioso sulla tenuta del governo. Lavorare alla presidenza italiana a nove mesi di distanza è anche questo sintomatico». Nei suoi colloqui a Bruxelles, il presidente del Consiglio ne ha approfittato per discutere anche dei due prossimi consigli europei, di ottobre e dicembre. Ambedue saranno dedicati in parte a temi particolari. Nel primo si parlerà di agenda digitale, nel secondo di industria della difesa.
Riferendosi all’agenda digitale, Letta ha assicurato che «l’Italia sarà presente con qualche idea». Il tema della difesa, poi, è un ambito nel quale l’Italia può avvalersi di una specializzazione facilmente spendibile in Europa. Letta ha poi pronunciato un discorso organizzato dal centro-studi Bruegel. Secondo il suo entourage, il premier ne ha approfittato anche qui per tratteggiare le priorità italiane in Europa, mettendo l’accento sul coordinamento delle politiche economiche, l’importanza di completare il mercato unico.

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