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L’Espresso chiude il 2013 in utile nonostante la crisi del mercato

MILANO — Il Gruppo Editoriale L’Espresso ha chiuso il 2013 registrando un utile, seppur in calo, pari a 3,7 milioni, caso unico tra i leader del settore editoria. Il consiglio di amministrazione presieduto da Carlo De Benedetti ha approvato i risultati consolidati al 31 dicembre 2013, che hanno risentito particolarmente della situazione di mercato.
Secondo i dati Nielsen gli investimenti pubblicitari hanno mostrato un calo del 12,3% rispetto al 2012: la stampa ha perso nel corso dello scorso anno il 21,2% della raccolta complessiva, la televisione il 10%, la radio il 9,3%. E anche Internet, dopo anni di crescita continua, ha visto calare la raccolta dell’1,8%.
In questo contesto, i ricavi netti consolidati del gruppo Espresso hanno registrato un calo del 12,4% rispetto all’esercizio precedente, a 711,6 milioni, con i ricavi diffusionali in flessione del 5,8% a 248 milioni. I ricavi pubblicitari sono scesi del 15,4% a 403 milioni: nel settore della stampa, la contrazione è stata del 19,5% migliore del dato dell’intero comparto (-21,2%). In calo anche le radio (-9,5%) in linea con il mercato (-9,3%). Stabile la raccolta su Internet (-0,9%) rispetto al -1,8% del mercato. I siti del gruppo hanno raggiunto una media di 1,8 milioni di utenti unici giornalieri, con un incremento del 4%. In particolare Repubblica.it ha registrato 1,4 milioni di utenti unici nel giorno medio, confermandosi come primo sito di news e portando il proprio vantaggio sul secondo sito di informazione al +24%.
Buone le performance delle testate del gruppo, in rapporto al mercato.
La Repubblica si conferma primo quotidiano per numero di lettori medi giornalieri (2,8 milioni) e per copie vendute. I prodotti digitali del quotidiano (Repubblica+ e Repubblica Mobile) hanno superato a dicembre i 75mila abbonati.
Nel corso del 2013 è continuata l’attività di riduzione dei costi, con un calo del 9,6%, che arriva all’11,2% escludendo le attività di edizione digitale e televisione digitale terrestre i cui costi sono aumentati in quanto attività in sviluppo. Il margine operativo lordo consolidato è stato nel 2013 pari a 63,5 milioni (rispetto ai 102,4 milioni precedenti), con la società che ha registrato 16,8 milioni di oneri di riorganizzazione.
In miglioramento la posizione finanziaria netta consolidata: i debiti sono scesi dai 108,1 milioni della fine del 2012, ai 73,5 milioni del 31 dicembre scorso.
«Per quanto riguarda le attese sui risultati dell’esercizio 2014 si legge in una nota ufficiale del gruppo – la visibilità resta limitata in quanto essi sono fortemente dipendenti dall’evoluzione del mercato pubblicitario, relativamente al quale si registrano segnali incerti: se da un lato la radio appare in ripresa, dall’altro l’evoluzione della pubblicità su stampa rimane critica». Il cda ha deciso di non distribuire il dividendo per il 2013.

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