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L’esordio di Esselunga sui mercati finanziari con un bond da 1 miliardo

Un supermercato sul mercato, ovviamente finanziario. Esselunga si prepara a incontrare gli investitori istituzionali per collocare il primo bond dei suoi 60 anni di storia. L’emissione da un miliardo di euro servirà al colosso italiano della grande distribuzione a rimborsare il pool di banche che a fine giugno ha finanziato il riacquisto del 67% della Villata in mano a Marina, Giuseppe e Violetta Caprotti, eredi del fondatore Bernardo scomparso un anno fa.
La prossima settimana il management della società guidata da Carlo Salza, accompagnato dalle banche tra cui Citigroup, partirà per un road show. L’obbiettivo e di collocare un miliardo di obbligazioni, che saranno quotate sul mercato, con durata compresa tra 7 e 10 anni, e che dovrebbero avere un tasso dell’ordine del 2%. L’operazione avrà un effetto positivo sui bilanci di Esselunga, perché consolidare la Villata Immobiliare permetterà alla società di risparmiare il canone degli affitti, che è superiore all’interesse sul debito. Ma soprattutto, per Esselunga si tratta del debutto sul mercato finanziario. Una prima mossa a cui potrebbero seguirne altre, anche perché nell’ambito dell’accordo tombale firmato dagli eredi a inizio estate, è previsto che la quota del 30% in mano a Giuseppe e Violetta venga collocata sul mercato entro quattro anni, salvo che di qui ad allora i padroni del colosso dei supermercati trovino un’altra soluzione condivisa.
Esselunga si presenterà agli incontri con gli investitori, con una serie di numeri positivi. Tra gennaio e settembre i ricavi sono cresciuti del 3,4% in un contesto non particolarmente effervescente per il settore. E così al 30 settembre il fatturato del gruppo era salito a quota 5,6 miliardi, e le prospettive per fine anno sono ancor più positive. I tassi di crescita maggiori derivano sia da alcune categorie merceologiche, sia dal canale online che sta crescendo a due cifre.
Oggi il portale web è di gran lunga il più grande supermercato di Esselunga, dato che equivale ai ricavi di tre grandi negozi fisici – in tutto il gruppo a fine 2016 ne aveva 152 per 466mila metri quadri complessivi – e nei primi nove mesi ha contribuito al 2,5% del fatturato. In proposito la società sta pianificando importanti investimenti sia nella logistica, sia per sperimentare una nuova formula, e si sarebbe confrontata anche con i rappresentanti della WalMart che a inizio estate sono arrivati nel quartier generale di Limito di Pioltello per una visita d’affari.
La crescita dei ricavi è stata accompagnata, secondo fonti finanziarie, anche da un aumento della redditività, nonostante le nuove aperture, tra cui in particolare quella di Roma della scorsa primavera.

Sara Bennewitz

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