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L’esame di stato cambia pelle

In dirittura d’arrivo il nuovo esame di stato da avvocato e l’accertamento dell’esercizio della professione forense. I due decreti di attuazione del nuovo ordinamento forense sono stati, infatti, firmati dal ministro della giustizia, Andrea Orlando, e attendono solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Lo ha annunciato ieri lo stesso guardasigilli nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario forense 2016 (si veda altro articolo in pagina). Orlando ha anche assicurato che «entro l’estate la riforma forense sarà pienamente attuata dal parte del ministero per la parte di competenza». Dopo la pubblicazione in G.U. del decreto che individua le categorie professionali che possono far parte delle associazioni tra avvocati (si veda ItaliaOggi del 2 marzo scorso), e la firma dei due decreti annunciata ieri, restano infatti da vidimare, da parte di via Arenula, il regolamento sul praticantato presso gli uffici giudiziari e il nuovo tirocinio.

L’esercizio della professione. Per quanto riguarda lo schema di decreto sull’accertamento dell’esercizio effettivo della professione, in testo in ingresso in via Arenula dopo i pareri di camera e senato prevede che gli ordini territoriali debbano verificare ogni tre anni che la professione forense venga esercitata dagli iscritti all’albo in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente. I requisiti essenziali e non alternativi che l’avvocato dovrà possedere sono quindi: essere titolare di partita Iva o far parte di una società o associazione professionale che ne sia titolare; avere l’uso di locali e una utenza telefonica destinati allo svolgimento dell’attività professionale; trattare almeno cinque affari l’anno; avere la Pec; avere assolto l’obbligo di aggiornamento professionale e avere in corso una polizza assicurativa sull’attività professionale.

L’esame di stato. Per il nuovo esame di stato, invece, la novità principale, se confermata dal ministero della giustizia, è l’istituzione del cervellone presso via Arenula dove sono contenute le domande dell’orale. Le varie sedi delle Corti d’Appello, quindi, dovranno estrarre di volta in volta i quesiti del server centrale. Il ministero conta, in questo modo, di mettere fine alle disparità tra i distretti di Corte d’Appello. Il data base e il programma informatico di estrazione delle domande saranno realizzati dal ministero della giustizia entro sei mesi dall’entrata in vigore del regolamento. Allo scritto, invece, i candidati potranno portare per la prova esclusivamente testi di legge stampati e pubblicati a cura di un editore, incluso l’Istituto poligrafico e Zecca dello stato. La prova scritta deve essere inviata tramite Pec dal ministero della giustizia direttamente al presidente della commissione distrettuale in un arco temporale compreso tra i 120 e i 60 minuti precedenti l’ora fissata per l’inizio di ciascuna prova scritta.

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