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Per l’esame da avvocato pochi giorni per le scelte

Il conto alla rovescia per l’esame da avvocato è partito. Il traguardo è il 20 maggio, giorno di inizio della prima prova. Le tappe di avvicinamento sono, però, diverse e sono state fissate dal decreto del ministero della Giustizia del 13 aprile, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 89 del giorno successivo. C’è, infatti, da decidere in quale Corte di appello i candidati saranno valutati per la prima prova e da quale sottocommissione. Gli aspiranti avvocati, dal canto loro, dovranno decidere nei prossimi giorni le materie da portare agli esami, pena l’esclusione dalle selezioni.

Il sistema delle regole

Con l’arrivo del decreto il quadro normativo ora è pressoché completo. La scorsa settimana, infatti, anche il Parlamento ha chiuso i lavori di conversione del decreto legge 31 di metà marzo con il quale sono state introdotte regole nuove per permettere l’esame di abilitazione forense in questi tempi di pandemia.

La Camera ha confermato le poche novità introdotte dal Senato – in particolare, sui tempi della prima prova e sul sorteggio della lettera da cui iniziare gli esami – mentre il resto delle procedure è stato fissato dal decreto attuativo di metà aprile, alcune delle quali dovranno essere portate a compimento nei prossimi giorni.

Il primo appuntamento è con il sorteggio delle Corti di appello, già effettuato nei giorni scorsi. Anche questa volta, sebbene si tratterà di esami orali a distanza, alla prima prova sarà applicata la regola della correzione dei compiti scritti prevista per gli esami di abilitazione ordinari: il candidato sarà esaminato da una sottocommissione di una Corte di appello diversa da quella dove ha svolto il praticantato (la sede del tirocinio è quella dove si presenta la domanda per l’esame di Stato).

Il primo passo è stato, pertanto, quello di sorteggiare, all’interno di fasce omogenee per numero di candidati, la Corte di appello a cui si dovrà fare riferimento per la prima prova. Il secondo passaggio prevede l’ abbinamento – sempre per sorteggio – del candidato con una sottocommissione della Corte di appello individuata e l’estrazione della lettera da cui partire per gli esami. Queste ultime operazioni vanno completate al massimo entro il 29 aprile.

Tutto ciò presuppone che il sistema delle 500 sottocommissioni (250 effettive e altrettante supplenti) sia a regime: il ministero della Giustizia ha, al riguardo, fatto sapere che i 1.500 commissari (tre per ogni sottocommissione) sono stati già nominati, scegliendoli fra avvocati, docenti e ricercatori universitari in materie giuridiche e magistrati, anche militari.

Le incombenze per i candidati

Gli aspiranti avvocati dovranno prestare attenzione, oltre che alla preparazione, agli ultimi adempimenti prima dell’esame. Intanto, la scelta delle materie: entro il 24 aprile dovranno comunicare – utilizzando l’area personale creata sul sito del ministero della Giustizia al momento della presentazione della domanda d’esame – le materie scelte per la prima e per la seconda prova. Un passaggio importante, perché la mancata comunicazione nei termini equivale alla rinuncia all’esame. L’area personale sul web va controllata anche per conoscere la data, l’ora e la sede delle prove (la prima può infatti tenersi negli uffici della Corte di appello o in quelli dell’Ordine degli avvocati): informazioni che devono arrivare al candidato almeno venti giorni prima dell’esame.

Altra attenzione va riservata alla tempistica da rispettare il giorno del colloquio: per evitare assembramenti, il candidato dovrà presentarsi 15 minuti prima dell’ora di convocazione e dovrà tenere sempre la mascherina, che potrà levare, dietro autorizzazione del presidente della commissione, durante la discussione del caso. Una volta terminata la prova – alla quale è riservata un’ora a partire dalla fine della dettatura del quesito – e dopo aver ascoltato il voto, il candidato dovrà lasciare i locali dell’esame.

Stessa procedura per la seconda prova, che dovrà tenersi almeno 30 giorni dopo la prima presso una sottocommissione della Corte di appello dove si è svolto il tirocinio. In questo caso, però, c’è anche la possibilità che candidato e commissari siano in presenza, come se si trattasse di un esame orale pre-pandemia.

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