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L’era del processo telematico Le copie in cancelleria? Al computer

Da poco più di dieci giorni la macchina della giustizia italiana è stata rivoluzionata dall’entrata in vigore del processo telematico. Un cambiamento radicale operato per dare un’accelerazione alle lungaggini del nostro sistema giudiziario. L’avvio, come prevedibile, non è stato dei più semplici: a Roma l’impatto ha provocato il collasso del sistema telematico e qualche altra sede si è «scoperta» in ritardo coi tempi. Ma la rivoluzione ha avuto inizio. Ciò significa che il processo è diventato obbligatoriamente telematico per tutti gli atti notificati per il contenzioso civile ordinario alla data del 30 giugno 2014 e per tutti i ricorsi depositati in cancelleria alla data del 30 giugno 2014. Dal 1 gennaio 2015 l’obbligatorietà scatterà invece anche per tutte le cause in corso. In pratica, dal 30 giugno si mantiene un doppio binario, telematico-cartaceo, come periodo di transizione per le cause in corso. Invece dal 1 gennaio 2015 tutte le cause saranno gestite con il processo telematico. Altro scatto avviene dal 30 giugno 2015, quando l’obbligatorietà scatta anche per i procedimenti civile davanti alle Corti di appello.
Con l’aiuto degli esperti dell’Oua abbiamo provato a sintetizzare i cambiamenti entrati in vigore. Innanzitutto l’inizio: se il processo parte con un ricorso, sarà tutto in telematico anche la richiesta di copie nelle cancellerie degli uffici giudiziari. Gli atti inviati dagli avvocati dovranno essere in formato pdf e con firma digitale all’indirizzo pec (posta elettronica certificata) del tribunale .
Tutte le udienze saranno sempre tenute dinanzi il giudice ed il verbale di udienza sarà redatto dal cancelliere che lo compilerà telematicamente. Anche la richiesta delle copie degli atti del processo (verbali, ordinanze ecc.) da questa fase è telematica. Ogni provvedimento del Giudice emanato fuori udienza verrà comunicato solo ed esclusivamente tramite pec. Dalla data di attestazione di avvenuto ricevimento sarà considerata valida la comunicazione. Terminata la causa, anche la sentenza (e la copia) sarà telematica. È di 30 Mb la capacità massima della «busta» digitale per il deposito di atti e documenti.
Grazie a questa rivoluzione digitale, l’avvocato non dovrà più fare file in cancelleria ma potrà comodamente accedere al fascicolo e depositare atti dal proprio studio anche in giorni e orari di chiusura delle cancellerie. Ma il vero nodo sta nell’aumento del contributo unificato. L’ennesimo in questi ultimi anni a scapito del diritto dei cittadini ad accedere al sistema giustizia. Altro ostacolo all’efficienza è rappresentato dal fatto che l’informatizzazione degli uffici giudiziari è a macchia di leopardo: ci sono sedi giudiziarie in cui la realizzazione del processo civile telematico è in stato avanzato e sedi giudiziarie (si parla solo di Tribunali perché per le Corti d’Appello la situazione è più deficitaria) in cui l’informatizzazione è agli albori.
A tutto ciò si aggiunge la necessità di formare meglio e più accuratamente il personale delle cancellerie. Ma la nuova era è già iniziata.

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