Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’equo compenso cambia volto

L’equo compenso cambia volto. Continuerà oggi pomeriggio alla Camera dei deputati la discussione generale sulla proposta di legge per garantire ai professionisti emolumenti adeguati nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese (Ac 3179 e abbinati) : nulle le convenzioni che nei pagamenti non rispettano specifici parametri ministeriali.

Per gli avvocati, ad esempio, contano gli standard indicati ogni due anni da Via Arenula su proposta del Consiglio nazionale forense (Cnf); per gli altri fanno fede gli importi stabiliti per decreto dal ministero che vigila la professione, mentre per quelle non ordinistiche sarà il Ministero dello sviluppo economico a regolare la materia.

Il contraente forte non può vietare al professionista di chiedere acconti né imporgli di anticipare spese.

Committenza estesa alle imprese con più di cinquanta dipendenti o che fatturano più di 10 milioni di euro.

Possibile adottare modelli standard di convenzione concordati con le rappresentanze di categoria: i compensi individuati si presumono legittimi fino a prova contraria.about:blank

Attenzione, però: il parere di congruità emesso dall’Ordine può diventare titolo esecutivo.

Indennizzo dal giudice

Le garanzie economiche a vantaggio dei professionisti si applicano nelle prestazioni d’opera intellettuale ex articolo 2230 del Codice civile svolte in favore di imprese che hanno più di cinquanta dipendenti e 10 milioni euro di fatturato, oltre che nel settore bancassurance e nei confronti della società di cartolarizzazione, più relative controllate e mandatarie.

E se il compenso risulta iniquo, rideterminarlo spetta al giudice, che può liquidare al lavoratore autonomo un indennizzo fino al doppio della differenza fra il compenso giusto e la somma pattuita in origine.

Le rappresentanze professionali, poi, hanno a disposizione la class action per tutelare diritti individuali omogenei. Il cliente forte non può: rifiutare di stipulare per iscritto gli elementi essenziali del contratto; modificare unilateralmente le condizioni; pagare oltre sessanta giorni dopo la fattura; imporre la rinuncia al rimborso spese.

Elemento di prova

È escluso che l’avvocato debba contentarsi del minore importo previsto dalla convenzione in caso di liquidazione delle spese di lite in favore del cliente (anche quando gli esborsi sono stati in tutto o in parte corrisposti o recuperati); idem vale quando la somma liquidata è inferiore a quella prevista dalla convenzione.

Il parere di congruità diventa titolo esecutivo per il professionista, se non opposto dal debitore entro quaranta giorni dalla notifica. E davanti al giudice costituisce elemento di prova sulle caratteristiche della prestazione.

Il diritto al compenso comincia a prescriversi da quando cessa il rapporto con l’impresa oppure dall’ultima prestazione, in caso di più attività svolte in base a un’unica convenzione.

Dal giorno in cui è compiuta la prestazione decorre anche il termine di prescrizione della responsabilità professionale; rischia sanzioni disciplinari l’iscritto all’Ordine che non rispetta le regole dell’equo compenso.

Un osservatorio nazionale al ministero della Giustizia vigilerà contro gli abusi. Abrogate le norme previgenti.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ancora nulla di fatto nell’Ue sull’energia. Anche il Consiglio dei ministri per l’energia riu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I l rilancio di Mirafiori (con la relativa chiusura della Maserati di Grugliasco, alle porte di To...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La partita è cominciata. Si gioca tra Roma e Bruxelles, tra i negoziatori del Mef, che hanno il co...

Oggi sulla stampa