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L’Eppi entra in Banca d’Italia

La Cassa della periti industriali entra nel capitale di Banca d’Italia. L’Eppi investe 100 milioni di euro e acquista 4 mila quote dell’istituto centrale. Il 14 dicembre 2020, il Consiglio di Amministrazione ha favorevolmente valutato e deliberato l’operazione per la «contenuta rischiosità degli attivi di bilancio, la performance reddituale e la crescita attesa», che lo caratterizzano come «un solido investimento di medio lungo termine». Una partecipazione attentamente valutata dagli organismi dell’Ente, nel rigore delle procedure e regolamentazioni interne da tempo adottate, e pienamente rientrante nei parametri di sostenibilità, nonché nella funzione di un investitore istituzionale stabile e duraturo qual è l’Eppi.

Anche questo significa esercitare l’indipendenza e l’autonomia strategica e gestionale che spetta a un Ente di previdenza privato nazionale: attivare tutte le leve possibili e disponibili, soprattutto finanziarie, per supportare la promozione e lo sviluppo di opportunità per la professione in particolare, e l’economia del paese in generale. Con Banca d’Italia, insieme alle altre casse già aderenti del circuito associativo nazionale – l’Adepp, l’Eppi entra all’interno di una grande e inedita «operazione di sistema», contribuendo alla crescita e in particolare al finanziamento delle imprese. L’incremento della liquidità disponibile per gli istituti di credito, infatti, potrà allargare le maglie delle opportunità di finanziamento per le imprese e l’imprenditoria in generale. A vantaggio soprattutto delle iniziative di medio-lungo termine, che rappresentano non solo la maggiore fonte di incremento del sistema industriale, ma soprattutto oggi un’esigenza quanto mai urgente per la sopravvivenza e la tenuta del nostro sistema produttivo.

Con questa operazione, attraverso la voce delle proprie casse di previdenza e assistenza, i professionisti italiani, tra attivi e pensionati, si impegnano concretamente.

Una scelta che si fa anche messaggio di fiducia non solo verso uno degli Istituti più prestigiosi d’Italia, ma anche verso il sistema paese in generale.

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