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L’epidemia greca alle porte di Parigi

di Mara Monti

Dalla Grecia, all'Italia passando per la Francia e la Spagna. La notizia del referendum della Grecia sul piano di aiuti della Ue che comprende anche il passaggio sull'haircut del 50% sui titoli ellenici dal 21% concordato in precedenza, ha sorpreso tutti al punto da mettere sotto pressione l'intera area euro. L'effetto è stato immediato e il sell off si è riversato non solo sui titoli azionari, ma anche sui bond governativi dei paesi core e periferici. E così mentre il BTp è arrivato a toccare il livello massimo dall'entrata dell'euro, la Francia è tornata a vedere lo spread con il Bund tedesco sui livelli massimi di 123 punti base, chiudendo a 117 dai 105 di lunedì, ancora più forte l'allargamento del differenziale del bond governativo belga al livello record di 266 punti base, mentre il titolo greco a due anni è arrivato a rendere il 70,2 per cento. Si allarga anche lo spread della Spagna a 378 punti base da 352 di lunedì, distanziato dallo spread italiano: il governativo italiano a 10 anni rende il 6,16% mentre quello spagnolo il 5,48 per cento. Assicurarsi contro il rischio default dell'area euro è sempre più caro come segnala l'indice Itraxx dei Cds salito a 337 punti base (+33). I Cds dell'Italia sono saliti di 73 punti base a 518, su anche quelli della Francia a 193 punti base, ben lontani dai valori della Germania a 96 punti base. Per tutti gli altri grandi partner europei i rendimenti dei titoli omologhi sono stati in forte calo. In particolare per la Germania, che si pone sempre più al centro del sistema economico europeo, così come il Treasurys americano diventato un porto sicuro per eccellenza: il rendimento del decennale tedesco è sceso di 26 punti base a 1,76%, giù anche il titolo a 5 anni di 21 punti base arrivando a toccare lo 0,95 per cento. Sotto la soglia critica del 2% anche il decennale americano, continuando ad essere premiato per essere tra gli asset più sicuri al punto da toccare il livello più basso delle ultime tre settimane a 1,975 per cento. Premiato anche il trentennale con il rendimento in contrazione di 9 punti base a 3,04 per cento. Ben posizionato anche il gilt inglese a 10 anni con il rendimento in contrazione di 23 punti base a 2,208 per cento. I pochi bond in circolazione dei paesi del nord Europa stanno andando letteralmente a ruba: il rendimento del decennale svedese è sceso di 24 punti base all'1,7% e quello norvegese di 17 punti base a 2,53 per cento.

I commenti di analisti e traders si sono fatti sempre più preoccupanti sul rischio concreto della Grecia di arrivare seriamente alla bancarotta mentre il Fondo Monetario Internazionale potrebbe creare una linea di credito a sei mesi da mettere a disposizione dei Paesi che vanno incontro a shock finanziario, in un momento in cui la crisi del debito europea sta mettendo sotto pressione i mercati finanziari globali, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg. A parlare di default è stato lo stesso presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, alla radio Rtl: secondo il premier lussemburghese, infatti, potrebbe essere questo il risultato se i cittadini greci votassero no al referendum proposto da Papandreou sul secondo piano di salvataggio di Atene. «Il rischio di un disordine in stile Lehman è valutato attentamente dagli investitori – commenta Holger Schmieding, chief economist a Berenberg Gossler & Co – così come non sono escluse possibili ipotesi di una uscita della Grecia dall'area dell'euro».

 

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