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Leonardo, vince la lista Mef al cda Il generale Carta nuovo presidente

A porte chiuse, l’assemblea degli azionisti di Leonardo ha approvato ieri il bilancio 2019 e le delibere all’ordine del giorno, tra cui spicca la nomina del cda per i prossimi tre anni. La lista del Mef, socio di maggioranza con il 30,2% del capitale, ha ottenuto il voto favorevole del 57,07% del capitale rappresentato in assemblea. La lista presentata dai fondi (con l’1,35% del capitale) ha ottenuto il 42,59% dei voti.

Era presente – esclusivamente per delega – circa il 63% del capitale. Leonardo ha reso noto che gli azionisti istituzionali, in larga maggioranza esteri, erano presenti con circa il 52% del capitale rappresentato.

La lista del Mef ha ottenuto il voto favorevole di circa il 36% del capitale totale, mentre quella dei fondi è stata votata dal 26,8% del capitale.

Il nuovo cda è di 12 consiglieri, come il precedente. Dei 10 candidati del Mef ne sono stati eletti otto: il generale Luciano Carta in arrivo dall’Aise, eletto presidente al posto di Gianni De Gennaro (il quale resta presidente del Centro studi americani), Alessandro Profumo confermato a.d., Carmine America (compagno di classe al liceo di Luigi Di Maio e suo consigliere al ministero degli Esteri), Pierfrancesco Barletta, Elena Comparato, Paola Giannetakis, Federica Guidi, Maurizio Pinnarò. Eletti tutti i 4 candidati dei fondi: Dario Frigerio, Marina Rubini, Patrizia Michela Giangualano, Ferruccio Resta.

Con il sì al bilancio (822 milioni di euro di utile netto consolidato) è stato approvato il dividendo di 0,14 euro per azione (80 milioni in totale), invariato, in pagamento dal 24 giugno. Il nuovo cda si è riunito sotto la presidenza di Luciano Carta e ha confermato Profumo a.d. «conferendogli, in linea con l’assetto precedente, tutte le relative attribuzioni per la gestione unitaria della società e del gruppo». Il consiglio, «in linea con l’assetto precedente», ha conferito al presidente Carta «alcune attribuzioni relative a – dice Leonardo – Sicurezza di gruppo, Group internal audit, attuazione delle regole di governo societario con riguardo all’integrità (…) e al contrasto alla corruzione e Rapporti istituzionali (da esercitarsi in coordinamento con l’a.d.)».

Fitch ha tagliato l’outlook sul debito a lungo termine a negativo da stabile, confermando il rating “BBB-”. Secondo Fitch a causa del Coronavirus il free cash flow nei prossimi 12-24 mesi potrebbe essere sotto pressione.

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