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Leonardo, un’alleanza allo studio con Lockheed per il nuovo elicottero

Il ministero della Difesa ha chiesto a Leonardo di studiare insieme a Lockheed Martin un’ipotesi di collaborazione industriale per un nuovo elicottero di quinta generazione. Lo studio, secondo fonti autorevoli, è stato commissionato in seguito a una proposta di collaborazione fatta dal gruppo americano nel corso di incontri a Roma con i vertici di Leonardo e con il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Lockheed ha proposto all’ex Finmeccanica di essere partner nello sviluppo di un elicottero di taglia media, civile e militare. Troverebbe applicazione la tecnologia X-2 del doppio rotore coassiale sviluppata dalla controllata Sikorsky nel programma «Future vertical lift», finanziato dalla Difesa Usa. Leonardo, interpellata, non ha commentato. La prima reazione di Leonardo però sarebbe stata tiepida perché un nuovo elicottero potrebbe cannibalizzare altri progetti del gruppo, a partire dal nuovo Mangusta (Aw249 o Nees), che è in ritardo di due anni e beneficia di oltre 1,1 miliardi di euro di finanziamento statale. Ai militari invece l’idea piace, perché il nuovo elicottero sarebbe più potente e più veloce del Mangusta. La partita è aperta. «La centralità della relazione transatlantica per l’aerospazio e difesa» è stata ieri il tema un dibattito virtuale organizzato dall’American Chamber of commerce in Italia. Il ministro Guerini ha detto che vanno privilegiate le relazioni «con l’amico e alleato americano», pur in un’ottica di collaborazione europea. Guerini ha menzionato «la possibile partecipazione dell’Italia al Future vertical lift, in merito alla quale il dialogo tra le controparti è in corso».

«Il Future vertical lift cambierà radicalmente il modo di volare», secondo Luigi Piantadosi, direttore Europoa e Nato di Lockheed. Roberto Scaramella, Aviation practice leader di Oliver Wyman, ha illustrato un libro bianco messo a punto da un gruppo di lavoro dei due paesi. Tra le collaborazioni rilevanti fra Italia e Usa ha citato il Boeing 787, l’F-35, il motore Ge9X di General Electric cui partecipa Avio Aero, il programma dell’elicottero Mh-139 tra Boeing e Leonardo. Quest’ultimo si è aggiudicato una commessa miliardaria in Usa , ha evidenziato Sir Martin Donnelly, presidente di Boeing Europe. Presenti anche l’ambasciatore Usa, Lewis Eisenberg, l’a.d. di Ma Group, Paolo Graziano, il presidente di Avio Aero, Sandro De Poli. «Le forme di collaborazione tra Italia e Usa, che sono state soprattutto commerciali, devono evolvere verso una collaborazione di scopo, senza necessariamente arrivare subito a forme di tipo azionario», ha detto Scaramella. L’a.d. di Leonardo, Alessandro Profumo, ha osservato che «Leonardo ha una presenza importantissima diretta negli Stati Uniti, penso a Leonardo Drs. Pensiamo che sia possibile approfondire questo modello di relazioni». A una domanda del Sole 24 Ore su come si concili l’obiettivo di crescere con l’ipotizzata cessione di quote di Drs, Leonardo ha risposto che «questa visione e un’eventuale Ipo non sono in contrasto, esistendo diverse modalità che permettono di valorizzare gli asset mantenendone il controllo e i vantaggi derivanti dall’avere un footprint significativo nel paese».

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