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Leonardo, un fondo ferie per battere la crisi senza Cig

Un fondo di solidarietà per superare la crisi e il minor lavoro che, causa Covid, colpisce soprattutto la divisione aerostrutture ed evitare così la cassa integrazione, che peraltro in uno degli stabilimenti interessati, quello di Grottaglie (Taranto), sinora non è mai stata utilizzata. È la proposta presentata dal gruppo Leonardo ai sindacati metalmeccanici. Il fondo verrebbe alimentato da tre grandi voci: il residuo ferie 2020, che ammonta a circa 20mila ore, le festività che coincidono con i giorni di riposo che non verrebbero più pagate, e sono altre 25mila ore, e il nuovo ammontare ferie del personale del gruppo per 75mila ore. Al tutto si affiancherebbero il ricorso alla formazione per 250 ore pro-capite ed un intervento aggiuntivo dell’azienda.

Fondo di solidarietà o banca solidale: così la chiamano i sindacati, che, nell’illustrarne il meccanismo, dicono che funzionerebbe con la messa a disposizione di giorni di ferie per evitare che si applichi la cassa integrazione. Ma gli stessi sindacati precisano che tutto è ancora sulla carta. Bisogna capire, spiegano, come il tutto si articolerà, come verranno gestite le singole voci e se ci sarà magari un accordo quadro di gruppo che fisserà un’eventuale quota minima che i dipendenti Leonardo dovrebbero mettere a disposizione per aiutare i colleghi degli altri siti in difficoltà. Il punto critico nella divisione aerostrutture di Leonardo è attualmente il sito di Grottaglie. Che produce due sezioni, la centrale e la posteriore centrale, della fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787 ed ha la compagnia americana come unico cliente, almeno per ora. Questo ne fa il “tallone d’Achille”. Infatti, a fronte della minore domanda di Boeing per il 787, il sito di Grottaglie è passato da un picco di 14 coppie di fusoliere al mese a 12, ora è sceso a 10 e dal prossimo anno si accinge a planare su una quota di 5-6. Per il 2021 e il 2022 sarà così, anche se i sindacati pensano che si possa andare anche oltre. Leonardo asserisce che l’industria aeronautica dopo le grandi crisi è sempre ripartita alla grande. Inoltre il 787, per la sua efficienza prestazionale, viene ritenuto da Leonardo un programma “industrialmente sano” e con altri 15-20 anni di lavoro davanti, mentre sono già 1.050 gli aerei consegnati sino a luglio scorso. Tuttavia allo stato i problemi nella divisione aerostrutture (che comprende anche Foggia, Nola e Pomigliano d’Arco) non mancano. A Grottaglie, che ha 1.300 dipendenti diretti, i sindacati parlano per il 2021 di 152 giornate di fermo produttivo di cui 118 di vero e proprio scarico di lavoro. Questo vuol dire che si prospetta inattività per 651 addetti. Già da agosto nello stabilimento del Tarantino è scattato un piano di chiusure collettive. Consiste nel fermare la produzione di venerdì e di lunedì a scadenze prefissate. Una nuova fermata è prevista ora, poco prima di Natale, mentre non si è ancora deciso come si gestirà il 2021. Sono attesi a breve nuovi incontri con Leonardo. Ma al di là degli strumenti congiunturali, Leonardo vuole mettere in campo anche progetti di prospettiva. Tra questi è stato comunicato ai sindacati quello relativo al nuovo drone europeo che svilupperebbe investimenti per 350 milioni in cinque anni a partire già dal prossimo. Grottaglie sarebbe coinvolta. La Regione Puglia sarebbe disponibile a supportare quest’investimento con finanziamenti pubblici. A ciò si aggiunga che Leonardo ha sempre dichiarato che la lavorazione della fibra di carbonio nel sito di Grottaglie ne costituisce un elemento di versatilità tale da proiettarlo su nuove opportunità e commesse.

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