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Leonardo: tengono i conti, 14 miliardi di nuovi ordini nel 2021

Le avvisaglie erano ben altre. Un 2020 «senza precedenti» per l’impatto della pandemia. Col tracollo del business dell’aeronautica civile — con gli ordini di velivoli(e quindi di componenti come le fusoliere) in picchiata da parte di Airbus, Boeing e Atr — e invece Leonardo ha retto. Il colosso della Difesa, controllato dal ministero del Tesoro, ha approvato un bilancio tutto sommato positivo considerati gli scenari che si prefiguravano a marzo dell’anno scorso quando i conti venivano diffusi in pieno lockdown. La capacità di resilienza del gruppo guidato da Alessandro Profumo è dovuta alla tenuta dei volumi produttivi sui programmi del settore difesa, sia nella divisione Velivoli sia sui settori Elicotteri ed Elettronica. Un segmento che ha retto per le commesse dei governi, compreso il nostro. I ricavi si attestano a 13,4 miliardi, gli ordini per 13,8, un margine operativo di 938 milioni, utili per 243 milioni e un flusso di cassa operativo positivo per 40 milioni grazie alle entrate derivanti da commesse dell’ultimo trimestre. L’indebitamento netto di gruppo — pari a 3,3 miliardi — resta stabile rispetto all’era pre-Covid. Escludendo gli effetti dei dividendi pagati, delle operazioni strategiche di fusione e acquisizione e dell’iscrizione di passività finanziarie derivanti dai nuovi contratti di leasing sottoscritti. Un debito che potrebbe scendere per l’anno in corso se dovesse essere utilizzato come tesoretto il cash derivante dallo scorporo della controllata Usa nel militare Drs, dato che andrà sul mercato una partecipazione compresa tra il 20 e il 30% che può valere fino a 1 miliardo. Un’operazione costruita per fare cassa — anche perché si tratta di un’azienda etero-guidata da personale americano che quindi ha una governance del tutto particolare — ma che potrebbe portare anche ad acquisizioni laddove si scorgessero delle opportunità. Il portafoglio ordini di Leonardo si attesta a 35,5 miliardi e assicura una copertura in termini di produzione di 2,5 anni. Ossigeno per gestire le ricadute del Covid sull’industria delle aerostrutture. Con i suoi stabilimenti in Puglia e Campania.

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