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Leonardo, spinta degli ordini. Profumo: non ci siamo fermati

 

Un portafoglio ordini da 37 miliardi — con un aumento delle commesse per 3,4 miliardi (+35,9% trainate dalla divisione elicotteri grazie ai contratti stipulati con il ministero della Difesa del Regno Unito e con la Us Navy) — che garantisce tranquillità per i prossimi 2-3 anni sul mantenimento dei flussi di cassa. Un portafoglio ordini equamente distribuito sulle tre anime di Leonardo: gli elicotteri, appunto, l’elettronica per la Difesa e l’Aeronautica. Il cash flow operativo nei primi tre mesi dell’anno mostra tradizionalmente un andamento negativo (stavolta lo è per 1,5 miliardi e porta ad un inevitabile aumento dell’indebitamento a 4,3 miliardi) aggravato dall’effetto Covid a marzo.

Il colosso della difesa archivia una trimestrale in linea con le attese registrando una perdita di 59 milioni e ricavi in calo del 4,9% a 2,59 miliardi. Si trova costretto a sospendere le previsioni sull’anno in corso vista l’emergenza che, al momento, non ha impattato sulla logistica degli approvvigionamenti lungo tutta la catena del valore. Soprattutto sul segmento civile lo scenario sta profondamente cambiando. È presumibile un rallentamento degli ordini nell’aeronautica civile, in particolare nella componentistica per i velivoli prodotti da Airbus (con la joint-venture del programma Atr) e Boeing. Il gruppo guidato da Alessandro Profumo ha appena sottoscritto nuove linee di credito con un pool di banche internazionali per due miliardi che sommate ai prestiti preesistenti porta ad una liquidità di 5 miliardi in grado di assorbire eventuali choc della domanda garantendo flessibilità finanziaria.

I vertici stanno attuando «una profonda revisione della propria base costi e del livello di investimenti riducendo o ritardando tutte le spese non strettamente necessarie» anche per assorbire la possibile diminuzione della produttività degli impianti — considerati essenziali e quindi non fermati durante il lockdown — viste le misure di distanziamento fisico e l’uso dei dispositivi di sicurezza per i lavoratori. L’elettronica per la Difesa, ambito strettamente militare, non dovrebbe risentire troppo degli effetti negativi della pandemia.

Tra le principali acquisizioni per Leonardo DRS gli ordini per la produzione dei sistemi informatici per i comandi dell’esercito Usa e le commesse acquisite nel Regno Unito per le attività di sviluppo di sistemi avionici radar a scansione elettronica. Nell’aeronautica militare da registrare nel primo trimestre le nove ali alla Lockheed Martin per la produzione di F-35. In quella civile le 36 fusoliere e stabilizzatori consegnati alla Boeing per il 787 e le nove fusoliere Airbus nel programma Atr.

L’amministratore delegato Profumo, appena confermato alla guida per altri tre anni (all’assemblea di soci ci sarà invece il passaggio di consegne alla presidenza tra Gianni De Gennaro e Luciano Carta che lascia la direzione dell’Aise, l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna) esprime «piena fiducia per la realizzazione del piano industriale e per la creazione di valore per gli azionisti». Mesi in cui — dice Profumo — «stiamo supportando le istituzioni con i nostri prodotti e tecnologie, utilizzando gli elicotteri in configurazione EMS per il trasporto di pazienti, il C27J per il trasporto di materiale sanitario». Flessione di ricavi e margini per la divisione Spazio riconducibile anche «alle minori attività per i satelliti di telecomunicazioni».

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