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Leonardo quota Drs, ritorno a Wall Street

A conti fatti sarebbe un ritorno. Al 2008. Tredici anni dopo Drs Technologies si appresta a tornare sul mercato azionario, a Wall Street, dopo aver lasciato il listino quando l’allora Finmeccanica decise di acquistarla per 5,2 miliardi, 3,4 miliardi di dollari ai valori di quell’anno. Il ritorno in Borsa — con una quota non superiore al 25% rilevano fonti vicine alle banche d’affari che hanno seguito l’operazione — serve certo a far cassa per la capogruppo Leonardo, ma anche a valorizzare la controllata americana attiva nel militare con la sua tecnologia di supporto in ambito di spionaggio. Un gioiellino che ha visto scendere — seppur di poco — il suo valore rispetto all’operazione di acquisizione ma che ha finito per assumere via via maggiore peso specifico sia sul portafoglio ordini sia sui ricavi della controllante. Da tempo circolano indiscrezioni sulla quota da mettere sul mercato che una prima fase sembrava essere vicina al 40% contestualmente all’ aumento di capitale, ma ora pare essere stata ridotta escludendo la ricapitalizzazione.

Ieri il consiglio di amministrazione di Leonardo si è riunito per approvare il progetto di spin-off prima della necessaria approvazione del board della controllata americana avvenuto più tardi per ovvie questioni di fuso. Drs, per la verità, ha sempre goduto di grande autonomia decisionale rispetto alla capogruppo. Prima della vendita all’allora Finmeccanica aveva proceduto a un consolidamento tra una serie di fornitori militari del governo, poi si era ritenuto di trovare un partner affidabile al di là dell’Atlantico. Ma è sempre stata un unicum nella galassia del gruppo aerospaziale controllato dal ministero del Tesoro.

Gli accordi di acquisto impongono a Leonardo di non poter dirigere Drs e infatti resta guidata storicamente da personale statunitense. Questa caratteristica non verrebbe meno neppure qualora Leonardo effettuasse trasferimenti di tecnologia a suo favore, remunerandoli. Nei primi nove mesi del 2020, ultimo dato disponibile il fatturato di Drs — nonostante l’effetto negativo del dollaro nell’anno appena passato — è cresciuto del 6% a 1,72 miliardi (che pesa per 19% della capogruppo) e gli ordini sono aumentati del 13% a 2,26 miliardi (toccando il 26% dell’intero portafoglio commesse del gruppo guidato da Alessandro Profumo).

Dopo 13 anni

Torna sul mercato la società che era stata rilevata nel 2008 per 3,4 miliardi di dollari

La valutazione di Drs sarebbe superiore ai 3 miliardi, di poco inferiore all’intera capitalizzazione di Leonardo (3,93 miliardi).

La quotazione consentirà di ridurre il proprio indebitamento netto da 3,3 a circa 1,5 miliardi. Nel 202o, considerate le difficoltà dell’aeronautica civile e il tracollo degli ordini di Boeing ed Airbus — committenti di Leonardo — l’azienda aveva sottoscritto nuove linee di credito.

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