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Leonardo, ordini e ricavi da pre covid Dividendo congelato, tiene la cassa

Digiuno da Covid-19. Leonardo-Finmeccanica non distribuirà dividendo agli azionisti con il bilancio 2020, dopo quattro anni consecutivi in cui c’era stato il ritorno alla cedola, 14 centesimi per azione.

È una delle impronte lasciate dal Coronavirus sul gruppo. I conti sono stati approvati ieri dal cda presieduto da Luciano Carta. C’è una riduzione del 2,7% dei ricavi consolidati a 13,41 miliardi e una contrazione di redditività: -25% l’Ebita a 938 milioni (il Ros flette dal 9,1% al 7%), -55% l’utile operativo (Ebit) a 517 milioni. A differenza di altri grandi gruppi c’è un utile netto di competenza, ma con una flessione del 70% a 241 milioni.

Malgrado il rallentamento imposto dalla pandemia e il sensibile peggioramento dei risultati nella divisione aerostrutture (Ebita -86 milioni) e nella joint venture Atr (Ebita -69 milioni) per la crisi dell’aeronautica commerciale, le avversità sono state in parte compensate perché «il business militare e governativo si è dimostrato resiliente», ha detto l’a.d., Alessandro Profumo. «La solidità e i fondamentali del gruppo sono alla base della fiducia nel breve e nel medio-periodo. Vediamo nuove opportunità post Covid grazie alle capacità trasversali già esistenti nel gruppo».

Gli ordini ammontano a 13,75 miliardi (-2,7%),il portafoglio viene limato di un miliardo a 35,5 miliardi. Leonardo segnala di aver rispettato le stime, la «guidance», rivista però al ribasso il 30 luglio. Uno dei dati più significativi, il flusso di cassa operativo (Focf), è positivo per 40 milioni, in calo rispetto ai 241 milioni del 2019 e ai 336 milioni del 2018. La previsione di un Focf tendente al pareggio è stata rispettata grazie agli eccezionali incassi dell’ultimo trimestre, saliti dell’80,8% a 2.636 milioni.

Da quanto risulta al Sole 24 Ore, ci sono stati incassi importanti per l’avanzamento della produzione degli Eurofighter per il Kuwait, le cui prime consegne sono slittate a quest’anno. Al «boom» hanno contribuito anche i versamenti dell’Egitto per le due fregate vendute da Fincantieri, con armamenti e sistemi di Leonardo.

I debiti finanziari netti sono aumentati a 3.318 milioni, 471 milioni in più del 2019, quasi un miliardo in più rispetto al 2018. Il patrimonio netto è diminuito da 5.334 a 5.278 milioni.

Quest’anno Leonardo stima un Focf di circa 100 milioni, con «significativi assorbimenti di cassa da parte delle aerostrutture per circa 350-400 milioni». Leonardo intende «mitigare» gli effetti della crisi dell’aeronautica commerciale, con «strumenti per il pensionamento anticipato» di «circa 500 dipendenti» nelle aerostrutture.

I grandi gruppi dell’aeronautica hanno messo in cantiere tagli dell’ordine di 24mila addetti Boeing e 15mila Airbus (con l’intenzione di recuperarne 5mila). L’organico di Leonardo è aumentato di 352 addetti a 49.882.

Il titolo ieri è salito del 2,75% a 7,09 euro, spinto dalle aspettative per il collocamento di una quota fino al 30% di Drs. Il road show negli Stati Uniti dovrebbe cominciare tra il 15 e il 20 marzo. Si stima un incasso di almeno un miliardo di euro per Leonardo, che valuta acquisizioni. Intanto è stata chiusa una piccola acquisizione, Dpi Srl, 9 milioni di ricavi e 40 addetti, produce dispositivi di protezione individuale e maschere antigas.

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